Zalone come Cameron: Quo vado? sfiora il record di Avatar

Data: aprile 4, 2016

In: TOP, CINEMA E DINTORNI, CULTURA,

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-di Andrea Chimento-

Chi l’avrebbe mai detto, ai tempi del palco di Zelig, che Checco Zalone sarebbe diventato uno dei fenomeni cinematografici italiani degli anni Dieci del nuovo millennio?

Impossibile prevedere che il comico e cantante (vi ricordate la hit Siamo una squadra fortissimi incisa per i mondiali di calcio del 2006?) barese, classe 1977, avrebbe ottenuto sul grande schermo un tale successo.

L’esordio su pellicola è arrivato nel 2009 con Cado dalle nubi di Gennaro Nunziante, ma già col suo secondo film ha raggiunto risultati straordinari: Che bella giornata (2011), con più di 40 milioni di euro al box office, si era posizionato terzo nei maggiori incassi di sempre, dietro a Titanic (1997) e Avatar (2009) di James Cameron.

Ma Zalone ama superarsi e col suo terzo lungometraggio, Sole a catinelle del 2013, ha oltrepassato il suo film precedente e lo stesso Titanic, raggiungendo i 51 milioni di euro.

Il comico, però, non si è fermato qui e con il suo quarto film, Quo vado?, sempre diretto da Gennaro Nunziante, ha abbattuto (quasi) ogni record.

Checco Zalone in Quo Vado?

Checco Zalone in Quo Vado?

Con oltre 65 milioni d’incasso, Quo vado?si è avvicinato ad Avatar (65 milioni e 679 mila euro), da cui è separato da poche centinaia di migliaia di euro, “rischiando” di diventare il film più fortunato ai botteghini italiani di ogni tempo.

Ma quali possono essere i motivi di un successo tanto incredibile? Diversi, e forse nessuno riesce a spiegare fino in fondo come Checco Zalone (nome d’arte di Luca Medici) sia diventato un tale fenomeno di massa.

In primis, la capacità dell’attore di rivolgersi a un pubblico anagraficamente eterogeneo: amato anche dai bambini, porta intere famiglie a vedere e rivedere le sue disavventure, spesso circondate da personaggi di contorno con cui è facile immedesimarsi.

Già, perché le storie di Zalone non sono mai delle vicende staccate dalla realtà, ma sceneggiature capaci di guardare all’attualità storica e sociale, seppur con la dovuta ironia e (non dimentichiamocelo) anche con un filo di superficialità.

Lo dimostra l’ultimo Quo vado?, probabilmente il suo lavoro migliore seppur non certo esente da cali e facilonerie narrative (soprattutto nella seconda parte): si parla dell’ossessione del posto fisso, della crisi economica odierna (argomento non nuovo per Zalone, che l’aveva già toccato nei suoi lavori precedenti), di ambientalismo e di famiglie allargate.

Checco Zalone in Quo Vado?

Checco Zalone in Quo Vado?

Tematiche non semplici, trattate spesso in maniera un po’ grossolana ma sempre col giusto garbo e inserite in sceneggiature godibili e prive di eccessive pretese.

Pieraccioni, Neri Parenti e i cinepanettoni, Lillo e Greg & company non riescono a tenere il passo e, rimestando sempre il già noto, sembrano essersi quasi arresi allo strapotere di Zalone.

Il comico ha poi l’intelligenza di non comparire troppo in pubblico, di non svendersi per non sfruttare eccessivamente la sua immagine, calibrando al meglio le apparizioni e riuscendo così a mantenere un profilo di un certo livello.

Persino le parti politiche hanno cercato di avvicinarsi a Zalone: si è molto parlato degli sms tra lui e Matteo Renzi, oltre che di un pranzo ad Arcore a casa di Berlusconi, ma nonostante gli sforzi dell’una e dell’altra parte, quello dell’attore pugliese è un successo trasversale, senza colori politici.

Nel bene e nel male, Zalone ha cambiato il cinema italiano di oggi e, senza porsi alcun limite, sta facendo sempre più la fortuna di produttori, distributori ed esercenti che lo propongono in tutte le sale a propria disposizione. Certo che se con ogni film il suo trionfo ai botteghini aumenta, cosa dovremo aspettarci dal suo prossimo lavoro che potrebbe uscire tra qualche anno?

 

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