Viva la cena a casa di amici!

– di Sante Galante –

E finalmente arrivò il sabato sera. Cinque suggerimenti per non rovinarvi reputazione e amicizie nell’informale Saturday Night Party fuori casa.

Vi sarà capitato più di una volta di essere invitati a una cena di compleanno o a un ritrovo del sabato sera a casa di amici. Avete mai osservato gli altri commensali con occhio da ospite disinteressato? Se la risposta è affermativa, certamente ricorderete grandi borghesi farsi piccoli piccoli come l’Albertone nazionale; rinomati giornalisti diventare squilibrati clochard, ingegneri con villa e piscina ridursi ad accattoni seriali. Dicesi potere del cibo e della troppa scelta. Lasciate ogni regola o Voi che entrate! E se il vino è pure di buona caratura (e gradazione), non è escluso che la serata si concluda con spaghetti volanti e torte spalmate sui muri. Come in un simpatico videoclip di inizio millennio.

Per evitare che da rinomati professionisti vi trasformiate in gioconde divinità del Burlesque, il Vostro Sante elenca a tutti Voi ardimentosi qualche piccolo suggerimento su come comportarsi quando invitati a casa di amici.

La prima regola me l’avrete sentita ripetere tante di quelle volte da essere esauriti: non arrivare in ritardo, non presentarsi a mani vuote e non portare con sè persone non previste. E’ vero che gli amici hanno una marcia in più (in quanto a pazienza) ma è anche vero che, entrati negli “anta”, la suddetta pazienza (complici mogli e figli) si prepensiona meglio della Legge Fornero. E non ci vuole molto.

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Avete figli e cani al seguito? La seconda regola suggerisce di non dimenticarli in sala dicendo a se stessi: “Ah, finalmente siamo in casa d’altri e non dobbiamo occuparcene”. AL CONTRARIO. E’ soprattutto quando ospiti altrove (alberghi compresi) che educazione e disciplina, autorità e rispetto devono brillare come psico-criminologi a “Porta a Porta”. I figli mai saranno i nipotini di Vanzina e il cane giammai occuperà tre posti sul divano. Ne va del Vostro onore!

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La terza regola riguarda l’arte del mangiare. Se la cena è seduta, Voi avidi lettori di Galateo saprete certamente come comportarvi. Ma se il pasto è consumato in piedi, con tavola imbandita di vassoi e bottiglie, che fare? E’ lì – ve lo garantisco – che il borghese dà il peggio di sè. Modello apericena studentesca con sindrome di Peter Pan acclusa. Lasciatemi allora gridare urbi et orbi – Adriano Pappalardo style – cosa NON FARE. In primis riempire i piatti creando immonde piramidi. Se un vassoio contiene 10 pizzette e siete 5 invitati, va da sè che non potete accattarvene 3. E se volete essere signori, nemmanco 2.

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In secundis? In secundis – e siamo alla quarta regola – è quanto mai ignobile ciancicare tutti i tramezzini con le proprie mani (scegliete il pezzo a Voi più vicino, cribbio!), sostare a fare conversazione occupando l’accesso al tavolo e soprattutto smangiucchiare ridacchiando sopra i vassoi di servizio: non tutti gradiscono tartine e supplì guarnite dal Vostro indecoroso sbriciolio e sputazzo.

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La quinta e ultima regola impone di rimettere come trovato il bagno e la stanza dei giochi dei bambini. Non vorrete mica lasciare ai soli padroni di casa l’onere di riordinare 14 cassetti e 8 cesti giochi dell’Ikea?

Vi sarebbe anche una sesta regola – aiutare nello sbarazzo e nel prelavaggio – ma per mancanza di spazio e tempo preferisco evitarvela. Tanto so già che non la rispettereste. Accettate però quest’ultimo consiglio: ricordatevi almeno della RECIPROCITA‘. Recipro…de che?? 

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