Tempo di Natale, tempo di San Candido

– di Maurizio Melani –

 Dovete scegliere la destinazione per la settimana bianca? La nostra proposta 2015-16 è la località altoatesina già nota per la fiction “Un passo dal cielo”.

Con l’inverno e la neve finalmente piombati sullo stivale, torna prepotente l’idea di festeggiare Natale e Capodanno in relax, magari lontani da pentole e fornelli di casa. Se la scelta s’indirizza per l’appunto verso lo sci, il consiglio della nostra Redazione per questo dicembre è San Candido: sì, proprio la bianca località della Val Pusteria già sede della fiction televisiva di Rai 1 Un passo dal cielo. Pensate di conoscerla già abbastanza? Se avrete la voglia di seguirci, scoprirete che è molto più di un fermo immagine. E proprio in inverno dà il meglio di sé.

 

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 (foto: www.sorrisi.com)

 Accessibile facilmente tramite l’autostrada A22 (uscita Bressanone) e un’oretta di scorrevole Statale (SS49), San Candido (1175 m) è località ideale per lo sport invernale grazie a una duplice possibilità: in meno di cinque minuti a piedi dal centro vi trovate davanti alla seggiovia a 4 posti che conduce a 1500 metri sui Monti Baranci. Da qui altri 3 skilift (uno per salire a quota 1600, due lungo la discesa a valle) oppure la splendida pista per slittini che nel magico silenzio del bosco vi riporta in paese attraverso 5 km di dolci tornanti. Per i più piccoli, anche un baby skilift a valle. Se invece volete alzare l’asticella, in altrettanti cinque minuti (questa volta di macchina, treno o pullman) potrete recarvi presso l’adiacente frazione di Versciaco, dove una cabinovia a 6 posti vi condurrà a 2000 metri su Monte Elmo. Ad attendervi altri 5 impianti di risalita (tra cui una funivia che riporta sull’altro versante a Sesto) e la possibilità di ascendere fino a 2200 metri per godere di uno splendido panorama da fiaba ricco di sole senza confini. Per i costi dello skipass visitate il sito Dolomiti Superski.

 

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(foto T. Gruener)

 

Non amate tanto lo sci, quanto le passeggiate all’aria aperta e una sana spruzzata di cultura? Nessun problema. Quassù avrete pane per i vostri denti. Non dimenticate che le prime testimonianze di vita nel paese risalgono al 1000 a.C., quando la zona era abitata dal popolo balcanico degli Illiri. Poi i Celti (ai quali si deve il toponimo tedesco Innichen, “possedimento di bella immagine”) e soprattutto i Romani (che vi giunsero nel 15 a.C.) hanno lasciato importanti passaggi di sè. Nel corso dei lavori di ristrutturazione di un hotel (Villa Stefania) ad esempio, sono stati riportati alla luce resti di antiche terme risalenti al II-III secolo d.C.. Trattasi di parti del pavimento originale, sotto il quale è stato rinvenuto pure una sorta di impianto di riscaldamento.

 

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 (foto M.Gratton)

 

Con una storia che attraversa magistralmente antichità ed epoca moderna, numerosi sono i monumenti da visitare. Un ottimo esempio è la Collegiata, ovvero quel Duomo considerato come il miglior esempio di romanico di tutto l’arco alpino. La chiesa venne eretta nel XIII secolo e fu subito dedicata a San Candido (ecco svelato il toponimo italiano!), protettore del duca Tassilo III al quale si deve, nel 769, la fondazione del paese vero e proprio. Assolutamente da vedere gli affreschi interni, la cripta e il crocifisso in legno con uno splendido Cristo che sovrasta la testa di Adamo perché egoista e peccatore. All’esterno, oltre al cimitero amato al crepuscolo da tutti i giovani turisti filo-gothic, la Prepositura del XIV secolo con 600 anni di sculture e pitture di scuola Sancandidese, un magnifico esempio di stube del 1560, un messale risalente al XV secolo, alcune opere originali del filosofo giramondo Raimondo Lullo (1235-1316) e l’intera biblioteca appartenuta all’umanista Niccolò Polo (XV secolo).

 

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(foto H. Oberhofer)

 

L’adiacente chiesa di San Michele è documentata già nel 1241 ma la costruzione originale andò bruciata nel 1735, cosicché fu rifatta nell’attuale stile barocco impreziosito da splendidi affreschi sulla vita del santo eseguiti da Cristoph Mayr. Da vedere anche il Convento dei Francescani, che ospita 31 tavole sulla vita di San Francesco dipinte nel 1709, e la cappella Altoetting e del Santo Sepolcro: una curiosa costruzione composta da ben due cappelle addossate l’una all’altra. La prima ricorda quella della città bavarese di Altoetting, l’altra è un’imitazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme. L’imperatore tedesco Federico III se ne innamorò a tal punto che su questo ibrido modello fece erigere il suo mausoleo a Potsdam.

 

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 (foto R. Krasnig)

 

Frequentato da imperatori tedeschi e austriaci, il paese già alla vigilia della Grande Guerra era meta turistica ambita, con villeggianti provenienti da Austria, Ungheria, Prussia e nord Italia. Per questo motivo San Candido è culturalmente abituato al turismo e gli amanti dello shopping non resteranno delusi, tra negozi alla moda, abbigliamento e calzature tipiche, enoteche con i magnifici bianchi altoatesini, forni con strudel, krapfen e pane nero a base di numerose farine, e altri prodotti tipici come speck e miele. A voi la scelta se farvi coccolare in albergo oppure scegliere comodi appartamenti magari impreziositi da una stube in stile tirolese. E se un giorno volete farvi un salto in una mega piscina riscaldata, a San Candido troverete pure quella!

 

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 (foto P. Pfeifer)

 

Senza dimenticare naturalmente la magia dei mercatini di Natale, con tutta l’atmosfera tipica altoatesina fatta di tradizione, romantiche luci e tanti prodotti come le decorazioni artigianali, le sculture in legno, le prelibate specialità invernali come i “Lebkuchen” (biscotti di panpepato), lo “Zelten” (pane dolce alla frutta), il vin brulé.

 

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 (foto Licht & Fokus)

 

Prima di salutarvi, due curiosità. A meno di 3 km in direzione ovest, nel bosco a metà strada con l’altra nota località di Dobbiaco, vi è la sorgente dell’unico fiume italiano che attraversa ben 5 Stati europei. Non preoccupatevi: nessuno vi correrà dietro se non conoscete la Drava. Anche perché alla fin fine in Italia resta solo per pochi chilometri prima di entrare in Austria, passare in Slovenia, in Croazia, in Ungheria e gettarsi nel Danubio nei presso della città di Osjek.

 

L’altra curiosità è invece cinematografica. Oltre alla fiction con Terence Hill, nel 1954 qui fu girato il film “Orient Express” del grande regista Carlo Ludovico Bragaglia. Protagonisti alcuni divi dell’epoca come Silvana Pampanini, la splendida attrice ungherese Eva Bartok, i francesi Henri Vidal e Robert Arnoux, il tedesco Carl Jurgens e Folco Lulli. La pellicola non ottenne un successo straordinario ma dette il primo grande input al turismo italiano, così come Terence Hill ha permesso di superare a pieni voti (almeno quassù) la recente crisi economica.

 

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Tutte le foto di San Candido sono state gentilmente messe a disposizione dal Consorzio Turistico Alta Pusteria che ringraziamo per la straordinaria disponibilità e la preziosa collaborazione. Sotto ogni scatto in alto a corredo dell’articolo, trovate il nome del relativo autore.

L’immagine di copertina è a cura di M. Gratton.

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