Tecnologia a tavola? Scende la notte tra noi…

– di Sante Galante –

 Alcuni consigli su come comportarsi con cellulare e televisione quando abbiamo ospiti in casa o siamo invitati a partecipare a cene di lavoro ed eventi assortiti.

 Se la tecnologia migliora le nostre vite ma peggiora il livello di educazione a tavola, che fare? Beh, prima di eliminare gli ultimi barlumi di regole (e pure le tavole), proviamo a turarci il naso e cliccare il tasto “off” sulla tecnologia per almeno mezzora!

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Se anche voi avete risposto nel mio stesso modo – God willing – ecco alcuni consigli su come comportarsi correttamente al desco, riguardo cellulare e televisione. Premesso che il computer per quella mezzora deve rimanere in ufficio e per il Game Boy – spiace dirvelo – ma siete già avanti con gli anni.

La televisione a tavola, sia quando avete ospiti a cena, sia in un contesto più strettamente famigliare, dovrebbe sempre restare spenta. Non tanto per quello snobismo di cui spesso siamo accusati noi “santi & galanti”, quanto perché ostacola davvero un piacevole dialogo e confronto interpersonale. Pensiamoci un attimo: che succede quando lo schermo è acceso e magari trasmette un “interessante” reality o un film in prima visione? Le mogli sparlano, gli amici obiettano, i figli sbadigliano (o chattano), i mariti si assentano. Unica possibilità ammessa, quando è proprio la tv la scusa per ritrovarsi informalissimamente tutti assieme: c’era una volta Lascia o raddoppia, c’è oggi la partita di Champions o il femminil Grey’s Anatomy.

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Una buona musica in sottofondo, specie quando ospitate amici o colleghi, non è invece operazione scortese. Attenzione al genere però, altrimenti al secondo bicchiere di vino potreste rischiare di trovare i vostri commensali dondolare spasmodicamente la testa, picchiettare agonisticamente le dita sul piatto o vederli volare, almeno con la fantasia, nei meandri lisergici degli strawberry fields o in quelli tantrici del prossimo tiramisù. Una classica, un’opera o uno standard jazz non ha invece mai fatto del male a nessuno, devastando dita, colli, cervelli e pure i servizi da dodici della nonna. E poi, visto e considerato l’editore di questo giornale, non potrei dire altrimenti!

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Ma il vero nemico della tavola del duemila è il demoniaco cellulare. Sarò chiaro e conciso: il telefonino durante i pasti deve sempre restare spento e mai posizionato sul tavolo in bella vista, pronto per chattare con amici, amanti, vips e fan. Il posto giusto è la borsetta o la tasca del giubbotto. Attendete una telefonata che può cambiarvi la vita? Nessun problema, basta seguire un semplice decalogo: primo avvertire in anticipo, secondo abbassare la suoneria, terzo alzarsi, scusandosi, al momento della “good vibration”, quarto andare in un’altra stanza per fare la (breve) conversazione, quinto spengere una volta conversato, sesto tornare al tavolo riscusandosi coi colleghi degustatori, settimo sedersi cercando di non strascicare la sedia. Ottavo, nono e decimo? Passare, da quel momento fino alla fine della cena, il più inosservati possibile. Diceva anni fa un comico al Drive In: “Sembra facile, ma non è difficile!”.

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