Raven, Mr Boylesque. “Posso essere chi voglio. Anche un Unicorno”

INTERVISTA ESCLUSIVA – di Sandra Salvato- 

Abbiamo incontrato Raven, la star del Queer Festival 2015, Mr Boylesque Australia 2012. Che ci racconta come si diventa un mito dell’arte della seduzione amando Elvis Presley, il Rock and Roll e Bettie Page. ( foto del servizio di Giuseppe Cabras)

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Siamo nati nudi. L’evidenza – recitata, poetizzata, cantata da decine di artisti nell’ultimo secolo – genera anche la sua altrettanto evidente conseguenza: qualunque cosa ci mettiamo addosso non fa che caratterizzare ciò che il corpo, molto più direttamente, racconta. Quello di Raven, stella del Boylesque arrivata direttamente da Berlino per inaugurare il Queer Festival di Firenze, è esile come potrebbe solo quello di un’etoile del Bolshoi ed è compensato dalla larghezza delle visioni, delle speranze e delle certezze che, sebbene ancora ventiseienne, appaiono assai più radicate che in molti suoi coetanei.

L’arte dello striptease per Raven è la forma ideale che veste le sue tante sensibilità e doti di entertainer. Può essere chi vuole, quando vuole. Una scelta che non gli deriva dalla consapevolezza del valore commerciale di questo tipo di show, dalla rappresentazione della raison d’etre in una società che ci ha abituato all’outing. No.

Raven al naturale. Foto di G.Cabras

Raven al naturale. Foto di G.Cabras

Per Raven (Corvo), corvino solo di facciata, il boylesque è arte della seduzione. Divertire il suo corpo, divertirsi con il corpo, aiuta certo a giungere ad una definizione dello stesso – direbbe Carolee Schneeman, pioniera delle performance sul “genere” – ma più di tutto porta alla ribalta il gioco che il trasformista ha creato per il suo pubblico, come farebbe qualsiasi commediante. Il vestito del resto quasi non c’è, e tra le larghe maglie di un tubino nero fetish in latex creato dalla fashion designer inglese Sasha Louise, l’unica cosa che può davvero trapelare oltre il pallore di eredità britannica, è il modo in cui Raven flirterà con il pubblico. Qui ciò che conta è la sintesi finale. Lui, che si è guadagnato il titolo di Mister Boylesque Australia 2012, ha trovato argomenti convincenti nella combinazione della maschera clownesca con il volto seducente e drammatico di una geisha.

Raven, il rossetto foto di G. Cabras

Raven, il rossetto foto di G. Cabras

Che parla soprattutto con lo sguardo, dopo aver serrato bene le labbra rosse di fiore di cartamo e civettato su stiletti di 7 inches (17 cm!!) su cui non avrebbe potuto neppure Bettie Page. Ed è sempre sulla scia degli opposti che Raven ci rivela – vorrei dire candidamente – che nella vita è tutt’altro che Dark Prince, preferendo invece dedicare il suo unico victory roll (la banana sulla fronte per intendersi) ai lontani anni Cinquanta, sogno di un tempo mai vissuto eppure indagato per le vie del mondo con l’incanto di un istrione. Che oggi stupisce, domani ammalia, provoca, dando ogni volta un nuovo significato al desiderio, un altro sobrio palcoscenico alla sua intelligente, mai volgare trasgressione.

Raven perché Dark Prince?
“Il mio stile Burlesque è dark, emozionale, fetish, non è molto divertente, provoca emozioni. Il nome mi è stato dato a Melbourne, mia città natale. Il titolo “Prince Dark of Burlesque” si riferisce soprattutto al trucco e alla recitazione, non triste, oscura. Alcuni hanno parlato di una specie di humor nero, ma è dark la definizione perfetta per descrivere questa mia messa in scena.”

Chi è Raven fuori dal palcoscenico?

Raven di spalle prima della trasformazione

Raven di spalle prima della trasformazione

“Quando non sono sul palcoscenico creo molti dei miei costumi, sono un ragazzo normale, mi piace il rock ’n roll. Bevo birra, ascolto musica, vado al cinema, i miei desideri sono importanti per me, Raven è un personaggio molto lontano dal mio modo di essere.

Ha studiato teatro?
“Tutto il mio background  proviene dal balletto classico, contemporaneo e dal circo. Non ho studiato recitazione, e quello che faccio sul palcoscenico è più che altro manierismo. Raven non parla, io sto solo sul palco e mi spoglio, non canto, resto in silenzio, che poi è l’opposto di quello che faccio nella vita di tutti giorni. Parlo un sacco!”

Una pin up disegnata da Gil Elvgren

Una pin up disegnata da Gil Elvgren

A che età ha iniziato a studiare danza? Prende ancora lezione?
“Ho iniziato a 3 anni e ho smesso a 21. Studio ancora danza contemporanea, insomma, frequento ancora dei corsi, non più il balletto classico.”

Sognava di diventare ballerino?
“L’ho sognato, volevo unirmi ad una compagnia, poi mi sono gravemente infortunato, ho subito diverse operazioni nessuna delle quali ha funzionato. Sono approdato allo show di un mio amico col burlesque creando uno spettacolo a modo mio, senza limitazioni, riuscendo ad esibirmi, anche se non ho mai più ballato nel senso tradizionale del termine. La mia è la classica tragica storia di un ballerino la cui carriera è finita prematuramente per un infortunio, ma penso di essere andato avanti verso cose migliori e più importanti.

Cosa sapeva del Burlesque prima di diventare parte di questo mondo?
Ho conosciuto il Burlesque a 14 anni grazie al mio interessamento per la musica Rock ’n Roll, la cultura delle Pin Up, le Hot Rod Cars, Elvis Presley, tutta quella roba degli anni ’50… Grazie a Elvis ho incontrato il Rock ’n Roll, il burlesque e Bettie Page, Pin Up leggendaria e performer,che  ha preso parte ad alcuni film come Teaserama, insieme a Vickie Lynn. Lei/lui era un travestito che faceva lo spogliarello integrale rivelando di essere un uomo solo alla fine dello show. La sua forza mi ha spinto a chiedere ad un mio amico di far parte di uno spettacolo di cabaret circense con un numero di Burlesque. A Melbourne. Cominciai a indagare, a vedere il mio burlesque proiettato nel futuro.

Bettie Page

Bettie Page

Come si è sentito la prima volta?
Veramente naturale, è qualcosa che è dentro di me. Non ero nervoso, anzi, ero molto eccitato, non mi sono mai sentito

Raven, Inizia la trasformazione, foto G. Cabras

Raven, Inizia la trasformazione, foto G. Cabras

timido o imbarazzato facendo burlesque. Ho sempre pensato che sarei diventato un performer di burlesque, era solo questione di tempo, e lo sono diventato a 17 anni.

Cosa le ha dato più risalto, essere un’icona di stile, un sex symbol o un performer?
Di sicuro essere un attore, un performer. Adoro recitare con costumi favolosi, indossare stupefacenti outfit ed essere ricordato per il mondo che ho creato.

 Il Burlesque è ancora una forma di satira politica e del costume?
Si è evoluto da quei tempi, ma resistono ancora alcuni riferimenti, ci sono dei performers che ne fanno largamente uso, argomenti politici, società, di identità. Nel mio show la questione è relativa al “gender”, uomini con petti depilati, manicure, questi sono gli elementi politici del mio spettacolo.

Raven, trucco terminato, foto di G. Cabras

Raven, trucco terminato, foto di G. Cabras

Cosa pensa la classe politica locale (Melbourne) sulla questione “gender”, sul boylesque?
Spingono avanti lo stereotipo del genere maschile. Se cerchi nei media, leggi i giornali, il tipo di uomo che emerge è quello sportivo, il giocatore di calcio, il businessman, il cantante

Raven al trucco, foto G. Cabras

Raven al trucco, foto G. Cabras

famoso, modelli, attori. Ci sono veramente pochi uomini al mondo che corrispondono a questi stereotipi. E’ una falsa identità di mascolinità. Un uomo può essere tranquillo ed educato ed esile e non per questo essere meno uomo. La stessa cosa vale per le donne. Nessuno appare come in un catalogo. Credo che il modo in cui continuiamo a mandare avanti questa idea sia un prodotto della società politica e civile..

Il Burlesque può essere una risposta a questo atteggiamento mentale?
Assolutamente! Perché il Burlesque è una forma d’arte in cui ci si può esprimere come si vuole e chiunque può farlo. Puoi decidere di essere qualunque cosa. Puoi vestirti come ti pare, anche come un unicorno! Ed è per questo che amo moltissimo il burlesque, puoi essere ciò che vuoi.

Crede che il Burlesque sia una forma d’arte universalmente accettata?
Dipende da chi è il tuo interlocutore, personalmente ho avuto riscontri sia positivi che negativi. C’è chi mi ha preso per artista, chi per prostituto, chi per spogliarellista e questo perché mi tolgo gli abiti per denaro, una cosa considerata disgustosa e di basso rango. La mia ricompensa più grande è quella di essere sostenuto comunque da tanta gente, non c’è cosa più bella che essere apprezzato mentre fai quello che ti piace. Sono supportato dalla famiglia, dagli amici, non sono mai stato giudicato male da loro per quello che faccio.

Crede che l’Italia sia pronta per questo tipo di show?

Il fatto che io sia qui è significativo. Ogni volta che sono tornato in Italia sono stato accolto con calore e interesse. Credo che l’Italia sia pronta per questo e che aspettasse una vetrina dedicata a questo genere. Sono molto onorato di essere qui e credo che sarà un evento molto importante.

Raven tacco 17. foto G. Cabras

Raven tacco 17. foto G. Cabras

Quali sono i paesi più “avanti” sotto questo profilo?
L’America è sempre stata all’avanguardia nel Burlesque, seguita dall’Australia, dove questo genere è stato introdotto alla fine dell’ Ottocento. Quello che mi ha sempre attratto di Berlino, città in cui vivo, è la libertà. Puoi essere chi vuoi, a Berlino, nessuno ti chiederà mai niente. Non conosco l’Italia così bene ma credo che stia cercando di aprirsi allo stesso modo. Un giorno sono partito con una valigia di 30 kg senza rimpianti. Se non funzionasse posso sempre tornare indietro.

Si diventa ricchi con il Burlesque?
No. Ho sempre detto che non si può fare Burlesque per soldi, lo fai perché lo ami. Vivo bene ma non lussuosamente. E’ un lavoro full-time e sono fortunato perché faccio anche il costumista. Altri devono guadagnarsi da vivere in altro modo.

Raven all'interno dell'Odeon di Firenze, dove si terrà la sua esibizione, foto G. Cabras

Raven all’interno dell’Odeon di Firenze, dove si terrà la sua esibizione, foto G. Cabras

Quali sono le sue armi di seduzione?
Prima di tutto il contato visivo col pubblico, quindi lo sguardo, e certamente le mie gambe, bellissime sui tacchi da 7 o 10 pollici… sai come ho imparato? Facendo per un anno le pulizie di casa con le scarpe addosso!

Raven, Boylesque, foto di G. Cabras

Raven, Boylesque, foto di G. Cabras

 

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