Qualcosa di russo? Leonid Sokov

– di Claudia Bianconi –

“Qualcosa di russo”, più esattamente “Something Russian”, è il titolo di un’opera d’arte del 1997 di Leonid Sokov, artista russo rappresentante della Sots-art, che dal 1980 vive negli Stati Uniti. Perché questa parrucca-colbacco appoggiata su una sfera è indicativa di qualcosa di russo? cokov

Al Mmoma, il museo di arte moderna di Mosca, mi ha colpito una parrucca che copre quello che a tutti gli effetti sembra una testa. Una testa  senza volto però. E’ l’opera “Qualcosa di russo” dell’artista Leonid Sokov. Divertente e intrigante. Mi sono rivolta a mio figlio, lì presente: “Perché secondo te questa testa senza faccia rappresenta “Qualcosa di russo”? E lui mi ha risposto: “Perché così non perdono la faccia! Perché i russi sono sempre silenziosi, nessuno parla nella metropolitana, sugli autobus, nei ristoranti, per strada e quindi nessuno attira l’attenzione. Se le persone tacciono, è difficile ricordare i loro volti, e quindi l’artista ha deciso che un “Qualcosa di russo” è una capoccia senza faccia, che pertanto potrebbe essere chiunque.” Sono rimasta impressionata e mi sono ritrovata a condividere la sua osservazione, fermo restando che volevo conoscere altre interpretazioni e se possibile quella dell’autore. Con sorpresa, scopro su google che un italiano, l’artista Marco Belfiore, ha scritto di questa opera: “Non credo di poter catturare quel “Qualcosa di russo” di cui parla Sokov, perché forse dovrei essere russo, ma di sicuro quella specie di parrucca-colbacco appoggiata su una sfera somiglia all’idea multiforme e inesprimibile che mi sono fatto della Russia. Lì ho avuto modo di conoscere luoghi e persone molto diversi tra loro; ma quello che li accomunava, secondo me, era l’incapacità di esprimere che cosa fosse esattamente la Russia”.

Anche qui mi sono trovata d’accordo con l’interpretazione, a questo punto però ho voluto sentire, a giusto titolo, un parere russo.

Cara Natalia, sono andata al Mmoma e ho visto la testa senza faccia di Leonid Sokov dal titolo “Qualcosa di russo”, ti allego una foto, sai qualcosa di quest’opera o hai una tua personale interpretazione?

Mi dispiace ma non ho mai visto quest’opera prima di adesso. E’ difficile immaginare il messaggio che ha voluto trasmettere l’artista. Una noce di cocco, rivestita con una parrucca, non dice niente della Russia, secondo il mio modesto parere. Che cosa ci trovi di tanto interessante?

E’ interessante perché non ha volto. I russi sono molto silenziosi, quindi è difficile ricordare le loro facce.

E i russi non sorridono mai e neanche ti rispondono. Non penso sia così! Una parrucca, molto calda, senza volto, senza identità, la data dell’opera è il 1997, ancora epoca delle masse, dell’anonimato. E’ anche un po’ selvaggia, senza un taglio da barbiere.

Interessante.

La Russia poi è troppo grande e variegata.

Quindi qualunque cosa può essere russa?

Sì. E’ difficile scegliere uno stile o una faccia per rappresentarci.

Per conoscere infine le motivazioni dell’artista, e completare il quadro, ho chiesto un parere ad un appassionato d’arte russa.

Caro Mario, avrei bisogno di sapere cosa pensa l’artista Sokov della sua opera “Something Russian” e perché l’ha realizzata

K&M, Double Self Portrait as Young Soviet Pioneers (from Nostalgic Socialist Realism series), tempera and oil on canvas, 1982-83, 72”X54”.

K&M, Double Self Portrait as Young Soviet Pioneers (from Nostalgic Socialist Realism series), tempera and oil on canvas, 1982-83, 72”X54”.

Leonid Sokov è un tipico rappresentante della Sots-Art (Pop art sovietica), la corrente fondata da Komar e Melamid  negli anni ’70 in contrapposizione al Sotsrealismo (Realismo socialista) di epoca staliniana e caratteristico dell’arte sotto il regime. Il titolo ci indica chiaramente che l’opera rappresenta un messaggio diretto, ma decontestualizzato. Linguaggio simile alla Pop Art statunitense. Per cui direi sicuramente un colbacco-parrucca, che nell’immaginario collettivo (straniero) potrebbe essere associato all’uomo sovietico. Forse ti ricordi (si vedono ancora) le pellicce russe di pessima fattura che portavano i russi? Be’ questo ne è un prodotto derivato. 

La conclusione, “Something Russian”, ovvero un uomo sovietico, ma perché?

La Sots Art è un messaggio immediato e pop. Non bisogna cercare concetti che stiano al di là dell’opera.

A rappresentare “Qualcosa di russo”, è una testa coperta da un colbacco-parrucca di pelliccia, che rispecchia l’immagine che hanno ancora alcuni stranieri dei russi, qualcosa di grossolano e selvatico, come l’orso, che se guardiamo agli stereotipi, secondo le stesse persone, ancora circola per le strade russe. Gli occhi e gran parte del viso sono coperti, così da celare l’identità e la misteriosa anima russa, indecifrabile ai più, forse perché inespressa dai loro silenzi. Inoltre c’è l’aspetto così diversificato di questo paese tanto esteso, che non permette una unica faccia rappresentativa.

La Russia è un paese immenso, multietnico, multiculturale, multitradizionale, multireligioso, multiculinario, multiforme, multiclimatico, se rimaniamo negli stereotipi, direi che questa descrizione solitamente viene attribuita agli Stati Uniti. Forse questi due Paesi sono molto più simili di quanto non si pensi?

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