Paolo Ruffini, ben oltre il comico

– di Maurizio Melani –

“Il web è meno libero della vita reale”. Così afferma deciso Paolo Ruffini, da noi intervistato a Pietrasanta in occasione della presentazione della sua mostra d’arte “Gabbia-no”. E intanto invita tutti i comici in erba al nuovo talent del 2016.

 Di Paolo Ruffini (per tutti semplicemente Paolino) si può dire tutto tranne che non sia una persona creativa, geniale, amante della sperimentazione. E come ogni libero pensatore porta insito in sé quel profondo desiderio di rimettersi in gioco, riflettere, analizzare. La sua ultima creazione parte proprio da questo: un’attenta analisi sul concetto di Libertà (nella vita reale come in quella virtuale) e di tutte quelle gabbie che impediscono davvero di vivere, di volare. Da umani come da gabbiani.

 

La gabbia-no, installazione di Paolo Ruffini a Pietrasanta

La Gabbia-no, installazione di Paolo Ruffini a Pietrasanta

 

“Gabbia-no” è il tuo nuovo progetto artistico itinerante che resterà aperto al pubblico nel centro di Pietrasanta fino al 7 febbraio. Di cosa si tratta?

E’ una mostra d’arte composta da una decina di installazioni a forma di grandi gabbiani costruiti in materiale misto, come legno, ferro, cartapesta, e realizzati dai Maestri del Carnevale di Viareggio. Questi “uccellacci” sono ripresi in vari momenti della loro vita e popolano alcune delle più belle location di Pietrasanta, come piazza Duomo o il Sagrato e il Chiostro della Chiesa di Sant’Agostino. Nella Sala del Capitolo, invece, sono allestiti i bozzetti che narrano l’evoluzione del progetto realizzato da Nido del Cuculo e Artitaly e promosso dal Comune di Pietrasanta e dalla Fondazione Versiliana.

Come mai la parola “gabbia-no” scritta in questo modo? C’è forse qualche doppio senso?

Ci avevate mai fatto caso che nella stessa parola, “gabbiano”, vi è anche la negazione del concetto di gabbia? Quando me ne sono accorto pensavo di aver scoperto l’uovo di Colombo! Invece ho realizzato che molti, come me, non ci avevano mai fatto caso. “Gabbia-no” è un inno alla libertà, come il capolavoro letterario di Richard Bach “Il gabbiano Jonathan Livingston” da cui trae spunto e dove il volo è metafora della vita. Gli uccelli volano e sono (o dovrebbero essere) liberi ma non sempre è così. Infatti tra le istallazioni c’è un gabbiano che si fa un selfie in una gabbia con l’aria incuriosita perché lui, in prigione, non c’è mai stato!

 

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La libertà nelle sue varie declinazioni è un tema oggi quanto mai attuale. Qual è il messaggio che vuoi dare specie al pubblico più giovane?

E’ duplice. Ve n’è uno di contenuto e uno di forma. Al centro di tutto sta il tema della Libertà, messaggio quanto mai importante e attuale dopo i recenti fatti di Parigi che stanno mettendo in discussione questo valore fondamentale. Il secondo aspetto riguarda il concetto stesso di arte. Mi chiedo: perché non entra mai nei social? Perché non può essere pop? L’arte è la cosa più pop del mondo, ma i ragazzi la percepiscono solo come una cosa noiosissima, scolastica, elitaria nonostante vi siano moltissimi musei gratuiti. Ecco: mi piacerebbe che per una volta fossero i più giovani a portare i genitori a una mostra.

 

Torniamo un attimo al concetto di libertà. Hai toccato l’argomento Parigi. Tu senti di vivere in un mondo davvero “libero”?

Il tema della Libertà è molto ampio e va ben oltre quelle politiche. Parliamo ad esempio del web. Siamo veramente sicuri che i social, ad esempio, siano sinonimi di libertà (come usa dire) e che ognuno possa davvero esprimere il proprio parere liberamente? Lo scorso anno, dopo il tremendo attacco alla redazione di Charlie Hebdo, tutti a postare la bandiera francese e la scritta “Je suis Charlie”. Poi magari molte di queste persone sono le stesse che ti insultano e ti minacciano se prendi una libera posizione a loro sgradita o se pubblichi una foto che non condividono, ad esempio mentre mangi chessò…una bistecca! No, il web non è libero ed è molto peggio della vita reale. E’ un fascismo travestito da democrazia. Per la cronaca ho appena scritto un libro edito da Mondadori, “Odio ergo sum”, sul fenomeno degli haters, raccogliendo tutti gli insulti rivolti sui social a me e ad altri colleghi del mondo dello spettacolo. Ce ne sono delle belle!

 

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Se sei a rischio di libertà nella vita reale e non sei libero sul web, almeno lo sarai su un palco…

Se ti riferisci al rapporto tra libertà e arte dello spettacolo e della comicità non stiamo molto bene neanche lì. Quel tipo di libertà era al top negli anni ’80, dove addirittura da una parte avevi mostri sacri come Gassman, Tognazzi e Mastroianni e dall’altra i miti dei B-movies come Bombolo e Alvaro Vitali. Oggi non puoi più fare battute su nulla: se le fai sugli omosessuali protesta l’Arcigay, se le fai sugli uccelli ti scrive la Lipu…

 

E non le puoi fare nemmeno sulla Loren. Pentito di quella parolaccia e di quella gaffe alla consegna dei David di Donatello?

Ma quale parolaccia, quale gaffe?! E’ stato solo un caso mediatico ingigantito. Una gaffe è quando vai da un vedevo e gli chiedi come sta sua moglie! Io a Sofia Loren, che è l’emblema del dialetto come forma d’arte e d’espressione, ho fatto un complimento nel mio dialetto (topa meravigliosa, ndr) che lei all’inizio non aveva ovviamente capito. Quando le è stato spiegato il vero significato si è fatta una risata e non c’è rimasta per niente male.

 

 

Di’ la verità Paolo, in fondo ti senti un po’ Vip…

Se Vip vuol dire sentirsi dei privilegiati e fare un lavoro per cui vieni ammirato e riconosciuto allora sì. Il divismo invece è un’altra cosa e appartiene a un mondo, a una cultura che non c’è nemmeno più.

 

Torniamo al tuo lavoro. Attore, regista, scrittore, presentatore, showman, ora anche visual artist. Cosa c’è nel futuro del nostro Paolino?

Nel breve il successo di questa mostra, del nuovo cinepanettone “Natale col boss” e dello spettacolo del 31 dicembre col Nido del Cuculo in piazza a Grosseto. A gennaio poi partirà il nuovo talent de La7 “Eccezionale veramente” che scoprirà comici emergenti e di cui sarò uno dei tre giurati. Le iscrizioni sono ancora aperte, quindi affrettatevi! Infine un progetto a cui tengo tantissimo, ovvero lo spettacolo teatrale “Un grande abbraccio” con ragazzi down come protagonisti.

 

In confidenza: è vero che hai fatto carriera mostrando le chiappe?

Verissimo. Ho iniziato a fare televisione più di 10 anni fa a MTV e durante il provino finale mi sono calato le brache facendo vedere i miei tatuaggi di Gatto Silvestro e Willy Coyote. Come facevano a non prendermi?

 

Altri tempi. Adesso i tatuaggi te li fai insieme a Belen. Non è vero?

Come no! Noi andiamo tutti i giorni a farci i tatuaggi insieme. Vuoi sapere dove si è fatto l’ultimo?

 

 

Sopra alcuni dei doppiaggi del “Nido del Cuculo” che vedrete  nello spettacolo del 31 dicembre a Grosseto.

Le istallazioni di “Gabbia-no” resteranno aperte al pubblico nel centro della città versiliese di Pietrasanta fino al 7 febbraio 2016. Ingresso gratuito.

 

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