Mario Trovarelli – Psicologia Naturalista * Senz’autorità e senz’affetto

“ciao. io sono C. come la devo chiamare, dottore o per nome?”

“tu cosa preferisci?”

“guarda, io non sarei manco uscito di casa oggi. mi hanno costretto a venire qui… quelli della scuola, si. anche i miei genitori sono scocciati… e hanno pure litigato in macchina… che novità!… mio padre c’aveva da fare e s’è dovuto prendere un giorno.”

“per quale motivo sei qui?”

“non vorrà farmi credere che lei non sa il motivo… ecco, ecco perché non volevo venire… nessuno sa niente di me e nessuno mi crede… che… (borbotta qualcosa guardandosi intorno con disgusto).”

“certo che lo so, è scritto sulle carte (12 anni, seconda media, regolare con gli anni di scuola) ma io chiedevo il ‘tuo’ motivo, la tua opinione.”

“perché non voglio più andare a scuola. non mi fanno più cambiare classe, il preside dice che ho cambiato classe già quattro volte, e non posso più cambiare. allora io non ci vado più a scuola.”

“mmhh… quattro volte…”

“mi sembra il minimo. ogni volta non mi hanno accolto bene… uno quando arriva in una classe deve trovare attenzione e considerazione, no?”

“considerazione… è una parola particolare. cosa intendi dire…”

“che tutti si dovevano alzare e venirmi incontro, e presentarsi mettendosi in cerchio intorno a me. io ero il nuovo arrivato, dovevo stare al centro di tutti!

ma che glielo spiego a fare, intanto voi psicologi capite quello che volete voi. insomma, facciamola breve. lo so che deve valutarmi per il tribunale… perché ho accusato un professore di non avermi creduto sulla faccenda del bullismo… allora il preside ha chiamato i servizi sociali e c’ha messo dentro pure le assenze e la storia del pugno al compagno.

comunque guarda, a me non mi va di raccontare per due volte la stessa storia… facciamo che tu mi fissi un appuntamento da quel giudice e ci vado a parlare, perché io parlo solo con uno alla pari mia… (fa un gesto della mano come a livellare le altezze). così gli spiego io che deve fare. e ora me ne vorrei andare, mi chiamano al telefono. posso uscire da qui?”

 

 

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