Le presentazioni tra ospiti, un’arte da maestri

– di Sante Galante –

Formule da imparare, frasi da evitare, strette di mano troppo calorose…e quella dolce anarchia da tener lontana

 Immaginate di essere gli event maker (leggasi “organizzatori”) di un importante happening politico, economico o culturale. Rappresentando il punto di riferimento, l’anello di congiunzione, spetterà a Voi l’ardito ruolo dell’accoglienza degli ospiti con le relative presentazioni. Se del primo aspetto abbiamo già parlato, vale la pena in questa sede sottolineare due o tre consigli su come presentare e presentarsi correttamente.

 

Il punto di partenza è semplice: se all’evento partecipassero sia il Presidente del Consiglio, sia il carissimo amico Giacomo, imbucatosi furbescamente solo per trangugiare cocktails a go go, e i due venissero a contatto, come presentarli tra loro? Quale dei due indicare all’altro senza esser costretto a sprofondare nel girone degli “impresentabilii”?

 

premier_ue_renzi_giovani_1_renziIl Premier Matteo Renzi (da tg24.sky.it) 

 

Le possibilità sono due. Con la prima mi rivolgerò a Giacomo, più o meno così: “Hey Jack, vieni che ti presento il nostro Premier Matteo Renzi”. La seconda la vedo però più appropriata al contesto: “Signor Presidente, mi consente di presentarLe il mio carissimo amico Giacomo?”. A questo punto, per una sana riuscita dell’evento, dovete solo sperare che il buon Jack non sia già tanto ubriaco da rovesciare addosso al Premier il suo quarto mojito, insieme alle critiche per la “Buona scuola” e chissà cos’altro. La regola è quindi chiara: è la persona meno importante a venire presentata a quella di maggior pregio. E non il contrario. A democratica parità di importanza, vale l’ordine delle precedenze già utilizzato nel servizio a tavola: sarà l’uomo a venir presentato alla donna, il membro più giovane all’esponente più anziano. Senza, in quest’ultimo caso, commettere ulteriori incorreggibili gaffes.

 

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 (foto da www.curiositaeperche.com)

 

Mettetevi adesso nei panni non del presentatore ma del presentato. Ebbene, anche nella fattispecie non potete esimervi da un paio di regole d’oro. La prima consiglia una forte attenzione alle parole che usciranno dalla bocca. Benissimo come formula “molto lieto di conoscerLa”, bene “orgoglioso di fare la Sua conoscenza”, meno bene “salve, buonasera”, da evitare “salve…un attimo solo che mi squilla il telefonino”. Attenzione doppia se al Vostro fianco è presente la moglie/marito. Benissimo “Le presento mia moglie”, benino “stasera ho portato anche mia moglie che volentieri Le presento”, meno bene “questa è la mia signora”, da evitare “questa/o è la mia donna/uomo”. Così si presentò a me, anni or sono, la compagna di un noto imprenditore per il quale lavoravo. Avrei tanto voluto regalarle quella faccia che così barbaramente aveva perso…

 

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Dulcis in fundo, occhio anche alla stretta di mano. E’ vero che sin da piccoli ci esortano ad avere una stretta forte come segno di personalità, ma voi non prendeteci troppo gusto. L’uomo Superman può non piacere a tutti. Soprattutto a chi ha mani cariche di anelli. Allo stesso tempo è altresì vero che una stretta troppo floscia è sinonimo di debolezza se non di menefreghismo. E allora? Evviva la sacrosanta moderazione o via di mezzo. E che il “grande Centro”, politico e non solo, abbia inizio!

 

Vi sarebbe anche un ultimo aspetto da conoscere per comportarsi da galanti durante una presentazione: il baciamano. Ma di questa affascinante pratica vi parlerò la prossima volta. E mi raccomando, come direbbe il caro amico Giacomo, stay tuned.

 

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