Lato corto o lato lungo? Scoppia il gioco del “capotavola”

– di Sante Galante – 

Posizionare correttamente a un tavolo ospite d’onore, padroni di casa e tutti gli altri invitati, rappresenta uno dei punti cardine affinché una scenografia riesca e le gerarchie non soffrano.

Quando ero piccolo i parenti si burlavano di me – “mi scherzavano”, per dirla con Elio e le Storie Tese – facendomi credere che anche nelle grandi occasioni il sottoscritto occupasse sempre l’ambita piazza del “capotavola”. Solitario nel mio lato corto del tavolo, mi rimpinzavo di manicaretti e di quell’autostima tipica dei re assisi sul trono. Ero però escluso dalle attenzioni e dalla conversazione e talvolta riuscivo a malapena a percepire l’argomento principe. Sorsero così i primi dubbi, fino a che deflagrò in me il grande dilemma: ma è veramente sempre quello il posto d’eccellenza?

Se anche voi, stanchi di esser messi in disparte, avete aperto gli occhi e vi siete finalmente dati risposta negativa, prima di perdere autostima, autocontrollo e rischiare un non galante autoscontro in sala pranzo, mettetevi ai nastri di partenza e preparatevi al grande gioco dell’estate: come posizionare gli invitati nel modo più equo possibile? Esistono regole o vale il solo criterio della simpatia? Come in ogni gioco che si rispetti, vi sono attenzioni da conoscere e norme da rispettare ma, se avrete un attimo di pazienza, scoprirete che la lettura può anche essere divertente, curiosa, ma soprattutto utile.

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Le nostre compagne di viaggio saranno le muse gemelle Qualità & Quantità. Qualità, agile, dinamica e snella, ci suggerisce, come primo step, di individuare il nostro ospite Vip: la persona che dobbiamo festeggiare o che per sana galanteria – o un’altrettanto sana captatio benevolentiae – gradiamo mettere al centro dell’attenzione. Occhio naturalmente a non riservare il posto d’onore alla signora per voi più anziana, ma gradevolmente bronze e appena uscita dalla sala fitness: rischiate il gelo anche d’estate. E le gaffes non potete permettervele.

Fondamentale anche la presenza della gemella Quantità. Formosa e gagliarda, essa ci consiglia di considerare sempre il numero dei presenti. Se per tavolate fino a 8-10 persone il posto d’onore può essere infatti considerato il lato stretto del tavolo (se occupato da un uomo, l’altro capo è riservato alla padrona di casa e viceversa), la regola cambia all’aumento del numero legale. Siamo infatti davvero sicuri che le parole, la compagnia, la magniloquenza del nostro ospite Vip saranno preziose anche all’altro capo, distante quanto Capo Horn? Ecco allora, con un coup de theatre, che il posto di “capotavola” si trasforma nel centro del lato largo del tavolo e i padroni di casa si sistemano alla sua sinistra e di fronte.

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Scena del film “La bella gente”

Stabilite le regole delle due gemelle, possiamo adesso divertirci a mettere a sedere tutti gli altri invitati, tenendo presente alcuni particolari: i posti con spalle alla pareti sono i più importanti (perché permettono di osservare il centro della sala senza essere osservati da alcuno); alternare uomo e donna può creare piacevoli incontri ed evitare la classica conversazione a due su moviola o nuove love story; non mettere di fianco moglie e marito allunga certamente il loro matrimonio. Un ultimo consiglio: si dice che l’importanza dei posti diminuisca tanto più che si allontanano dal nostro Vip. State quindi attenti a dove posizionate la contessa Cianferoni, il marchese Strafottenti ma anche la suocera Tirasassi: ne va della riuscita dell’evento, ma anche della vostra salute!

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 Foto da www.guide.notizie.it

L’immagine di copertina è una scena del film “Il gattopardo” di Luchino Visconti

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