La “Weinstrasse”: natura, castelli…e wine tour

– di Maurizio Melani – 

Un magico weekend lungo la strada che unisce le province di Trento e Bolzano, alla scoperta di antica storia e moderne virtù…enologiche.

La Weinstrasse (o “Strada del vino”) è la via di comunicazione che, tra vigne, meleti e castelli, collega il comune di Mezzocorona (TN) a quello di Appiano (BZ) e, con loro, centinaia di anni di storia, cultura ed enogastronomia. Il percorso che vi proponiamo, da vivere nel modo più lento, rilassante e curioso possibile, s’insinua lungo le Strade Provinciali 90 e 14 toccando, nei suoi appena 30 km, paesi quali Magrè, Cortaccia, Caldaro (heimat di Andreas Seppi, big del tennis mondiale) e Termeno. Giungervi è molto facile. Consigliamo di prendervi almeno un weekend (attenzione però: la domenica le aziende vinicole sono tutte chiuse) e imboccare la A22 Modena-Brennero uscendo subito dopo Trento, per l’esattezza a S. Michele all’Adige.

 

ilfatto24.it

 Andreas Seppi (foto da www.ilfatto24.it)

 

Il nostro tour enologico inizia a 2 km da qui, a Mezzolombardo, nella piana Rotaliana, madre del rosso Teroldego, corposo e fruttato, dove l’azienda principe è per l’appunto laCantina Rotaliana. Immancabile l’acquisto di un paio di bottiglie, non necessariamente Riserva vista la (nostra) garanzia anche del vino base. Da qui imbocchiamo la Weinstrasse vera e propria attraversando, in mezzo a sconfinati meleti IGP e nella solitudine e silenzio più completo – interrotto solo da qualche raro trattore – i paesi di Magrè e Cortaccia, dove hanno sede anche le omonime cantine vinicole.

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 Lungo la Winestrasse (foto da www.24×36.wordpress.com)

 

La nostra seconda tappa, una delle più succose, è però Termeno paese che, per i suoi prodotti enologici, sta diventando meta turistica molto affermata, tanto da essersi guadagnata sul campo, da pochi anni, la presenza a caratteri cubitali sul nuovo cartello di uscita autostradale divenuto “Egna-Ora-Termeno”. Qui, nella patria indiscussa del Gewurztraminer altoatesino (il nome tedesco di Termeno è, per l’appunto, Tramin), la cantina regina è la pluridecorata e omonima Tramin, che ha da poco inaugurato un punto vendita molto più grande e degno di un film di fantascienza (o della mitica villa fiammeggiante di “Zabriskie Point”). L’azienda propone nettari per ogni gusto e portafoglio (dai 7 euro ai 20 delle selezioni) e potete andare sul sicuro acquistando i principali bianchi Muller Thurgau, Traminer, Pinot Grigio, Pinot Bianco o le selezioni Montan, Nussbaumer, Stoan, Loan. Noi, in questa sede, abbiamo lasciato più in disparte i vini rossi concentrandoci sui mitici bianchi altoatesini.

tramin2L’interno “panoramico” della cantina Tramin

 

Termeno è anche la patria di alcune delle principali distillerie altoatesine, quali laRoner (impedibile la grappa secca Gold) e la Psenner , i marchi più noti insieme a “Pircher” “Walcher”. In tutte queste aziende segnalate sinora (e nelle prossime) troverete competenza, disponibilità e potrete fare assaggi gratuiti di quasi ogni nettare. Va da sé che, per una forma di educazione e di rispetto, è buona norma acquistare almeno una bottiglia o convergere sin da subito verso le numerose enoteche-bar se lo scopo del nostro viaggio non è la “degustazione” ma la mera ciucca individuale. Il nostro collega Sante Galante approverebbe!

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A 3 km da Termeno, Caldaro è la località che vi proponiamo per un comodo pranzo scaccia tossine, dopo il viaggio e le prime bevute. Qui, dopo aver effettuato una veloce puntata alle cantine “Kaltern Kellerei” (interessanti il rosso leggero Kaltern See, lo Chardonnay base e il Gewurztraminer superiore Campaner) e all’adiacente“Erste & Neue” (per uno Chardonnay o un Pinot Grigio), recatevi al ristorante Hernnhof  (via Stazione), situato all’interno di un castello ristrutturato ma dal fascino antico. Nel menù, piatti di cucina italiana e tirolese. Se invece preferite un pasto più veloce e fatto in casa, subito sopra Caldaro, in località St. Nikolaus, di fianco al capolinea del pullman, Hermann e Margit Luggin vi aspettano nella loro casa-taverna-enoteca con piatti caldi e freddi della tradizione (canederli in primis), verdure del proprio orto e vini bianchi e rossi di loro produzione ottenuti da selezioni di uve locali. Prima di salutare Caldaro, se ancora estate, non disdegnate un tuffo nel famoso lago dotato anche di stabilimento balneare con tutti i comfort.

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 Il lago di Caldaro

Il comune successivo è quello di Appiano, dove svolgere la maggior parte del “lavoro” gastro-storico-didattico. Appiano è costituito da alcune piccole frazioni (S. Michele, S. Paolo, Pigeno, Monte, Cornaiano, Frangarto, Pianizza) ed è il territorio italiano col maggior numero di castelli presente: circa 180 per non più di 10.000 abitanti! Inoltre, cosa ancor più interessante, alcuni si sono trasformati in alberghi o B&B, offrendo romantici e affascinanti soggiorni. Il capoluogo è S. Michele dove, sopra la grossa rotonda sulla Weinstrasse, ha sede l’omonima casa enologica St. Michael Eppan, una delle più premiate e decantate. Tra i rossi vi consigliamo di gustare (e naturalmente acquistare) una bottiglia del corposo Legrein – da poche altre parti lo troverete buono così! – e il Cabernet; tra i bianchi, oltre ai classici, ottimo il Pinot Bianco, il Moscato secco (o Goldmuskateller) e l’ottimo Riesling Montiggler. Eccellente la linea superiore St. Valentin.

SDC14866Uno scorcio della frazione Monte

Azienda meno nota ma altrettanto valida è la Brigl, di cui vi suggeriamo di sperimentare il Cabernet, il Pinot Grigio e l’ottimo Sauvignon. A un tiro di schioppo dal paese, nelle sovrastanti piccole frazioni di Berg/Monte e Pigeno, non perdete la distilleria Walcher  (con le grappe di Gewurztraminer e Moscato) e l’azienda“Stroblhof” che vende direttamente dentro il proprio hotel-maniero-ristorante i tre vini di produzione: un rosso e i due superbi Sauvignon e Pinot Bianco. Altre cantine presenti nel piccolo comune sono la “H. Lun” a Frangarto (da provare il Goldmuskateller), la “Lanzelin” a Cornaiano (interessante il Pinot Nero) e la “St. Pauls” a S. Paolo.

 OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl cortile di un altro castello di Appiano

Visto che probabilmente le forze saranno al limite e le visioni multiple, Appiano è anche il luogo dove trascorrere almeno una notte. E tutti i “medievalisti” non resteranno delusi. Le possibilità non mancano, come l’albergo Cavallino Bianco, nel centro di S. Michele, in un vecchio palazzo signorile del ‘600. Ma, se fossi in voi, prenoterei una doppia in qualche castello di Monte o Pigeno, come Pashbach, Englar, Tschindlhof, Aichberg, per la “modica” spesa di 100-120 euro a stanza, prima colazione superior inclusa. Più costoso e moderno Castel Korb mentre, se per soggiorni più lunghi volete prenotare direttamente un appartamento, l’occasione giusta è Castel Warth. Qualsiasi sia la soluzione scelta, al mattino cercate di dedicare almeno un paio d’ore a una gita intorno ai due laghi di Monticolo o a una passeggiata tra Pigeno, Monte e S. Michele, lasciandovi affascinare dagli altri manieri, dal verde, le vigne, il panorama, il silenzio.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAL’ingresso di Castel Pashbach

 SDC14862Bye bye, Appiano

Sazi di caffellatte, burro di malga, pane nero, mieli e marmellate locali, strudel e aria buona, rimontate in macchina e proseguite sulla Provinciale fino alle porte di Bolzano, fermandovi subito in periferia presso il quartiere Gries, adiacente l’ospedale. Qui, in un vecchio convento medievale ancora abitato dai frati, è prodotto – secondo noi – il miglior Lagrein altoatesino, quello della Muri-Gries. Poco lontano, anche la sede dell’ottima “Cantina produttori Bolzano”. Se decidete di fare una visita alla città, magari nel corso della pausa pranzo – noi però vi consigliamo la vicina Merano, a meno di mezzora – non dimenticate che in piazza Walther è presente l’unico Sacher Shop italiano!

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 Uno degli ingressi del convento-azienda vinicola Muri-Gries

 

Ed eccoci quasi ai saluti. Da Bolzano, se avete ancora tempo, voglia e portafoglio, potete rimontare sulla A22 in direzione nord e uscire alla successiva Chiusa dove, sulla parallela SS 12 (Brennero-Abetone, sic!), trovate la pluripremiata aziendaEisacktaler, con i suoi superbi bianchi Muller Thurgau, Gewurztraminer e soprattutto il Kerner. L’alternativa è imboccare la SS 38 in direzione Merano e uscire a Terlano per indirizzarvi presso la “Terlan” che, nel medesimo punto vendita, gestisce anche i prodotti dell’azienda “Andrian” (Andriano) recentemente acquistata. Per andare sul sicuro, senza ulteriori degustazioni, acquistate almeno una bottiglia di Terlaner, una cuvee di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc.

 come-fare-i-canederli-allo-spek_2e80ea4d3546b4c9c53bd97d2949650cUn piatto di canederli in brodo

Qui il nostro wine tour si esaurisce ma prima di riaffrontare l’autostrada, consiglio un esame di autocoscienza e almeno una full immersion in pane nero, acqua, wurstel, speck o canederli (foto sopra). Una postilla finale sulle grappe: oltre a quelle di etichetta, se siete appassionati di superalcolici provate anche le “artigianali” a base di erbe di montagna (ruta, genziana, menta piperita, pino mugo, etc.) in vendita presso i masi di produzione o i market specializzati. Uno dei masi più rinomati, con oltre 20 tipi di grappe al suo occhiello, è un po’ più a nord, molto a nord anzi (circa un’ora e mezza di macchina), nella zona di Brunico: a Montevila per l’esattezza. Si chiama Kraeuterhof, ma forse avremo modo di parlarvene alla prossima occasione.

 

 

WP_20150817_001 Una tipica colazione tirolese

 

Tutte le foto (salvo dove specificato) sono a cura dell’autore.

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