James Bond? E’ l’unica vera vittima della Brexit

-di Massimiliano Morelli-

Adesso che James Bond è diventato extracomunitario sorge forte il sospetto che il voto degli inglesi porterà quanto prima a una catastrofe inenarrabile, equiparabile a un’altra guerra mondiale o giù di li. Perché, dopo aver assistito a tanti dibattiti e aver giostrato col telecomando fra canali più o meno blasonati dove molti e forse troppi hanno detto che la Brexit è una iattura, comincia a sorgere il dubbio che non saremo più protetti come in passato dall’agente 007. Altro che Aston Martin e tecnologia due punto zero, i mercati asiatici affosseranno quelli europei e sconfina nella realtà il rischio di vedere l’agente segreto presumibilmente più invidiato del pianeta costretto ad aggrapparsi su uno di quei barconi che sbandano qua e la nel Mediterraneo alla ricerca d’un approdo riparato e ben nascosto fra le fronde per evitare sguardi indiscreti e successive file nei centri d’accoglienza.

Bond fan's dream: Sean Connery with Aston Martin DB5 he drove in Goldfinger. The original car is to come out of a private collection for the first time in 40 years and be put up for auction  Read more: http://www.dailymail.co.uk/motoring/article-1283169/James-Bond-Aston-Martin-Goldfinger-set-fetch-4m-auction.html#ixzz4DeI2NGov  Follow us: @MailOnline on Twitter | DailyMail on Facebook

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Read more: http://www.dailymail.co.uk/motoring/article-1283169/James-Bond-Aston-Martin-Goldfinger-set-fetch-4m-auction.html#ixzz4DeI2NGov

Certo, il pericolo potrebbe essere offuscato se nella perfidissima Albione rifaranno il referendum, così come assicurano quei due milioni di inglesi sconfitti ma comunque pronti a sferrare l’identico ultimo colpo di coda del politico italiano di turno, che seppur bastonato alle elezioni, invece di cambiare aria promette battaglia in nome del popolo. Il suo popolo, quello che magari non ha intuito chi doveva votare, ma questa è un’altra storia, raccontata da un aspirante sindaco che dopo esser naufragato ha addossato le responsabilità della sconfitta ai suoi elettori “che non hanno capito”.

Invece questa che stiamo raccontando è storia più effimera, è la favola di un novello extracomunitario, perfino disabituato al ruolo, e dunque c’è molto da preoccuparsi per lui, che sarà guardato in cagnesco quando proverà di nuovo a inseguire il cattivo di turno sugli argini del Tevere. Perché non essendo più comunitario, zerozerosette diventa a questo punto una sorta di nemico pubblico per il semplice fatto che non fa più parte della fotocopia sbiadita europea del sogno americano. Altro che licenza di uccidere, alle frontiere del vecchio continente gli chiederanno il passaporto così come a qualsiasi altro comune mortale, e quando il tema del dibattito ricadrà sull’Atac (quel dispositivo che avrebbe consentito il dirottamento del sottomarino nucleare British Polaris in Solo per i tuoi occhi) si troverà al cospetto di due solerti controllori dell’azienda municipalizzata romana pronti a chiedere di mostrare la tessera dell’autobus. Forse è vero, mister Bond, si stava meglio quando si stava peggio. Ma è tardi, e neanche i suoi nipoti, caro James, adesso crederanno a quelle storie da salvatore del pianeta. Adesso, al massimo, le chiederanno di salvare la sua patria, ammesso e non concesso che nel frattempo lei non abbia trovato lavoro come venditore ambulante su qualche spiaggia romagnola.

 

 

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