Irlanda del Nord- La guerra delle spie all’ombra della Brexit

La chiamavano dirty war, la guerra degli informatori al soldo dell’MI5 e della polizia in Irlanda del Nord, al tempo dei Troubles. Un invisibile gioco al massacro con innumerevoli vittime sul campo, per mano dei burattinai dell’Intelligence britannica, che ha permesso di smantellare una parte dell’Ira ma che continua a colpire ancora oggi, a più di vent’anni dagli Accordi di Pace. Dall’inizio del 2019, alla vigilia della Brexit, il governo britannico ha inviato 700 agenti sul territorio per prevenire eventuali attacchi in caso sia ripristinato il confine tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica D’Irlanda. Abbiamo provato a esplorare questa terra di nessuno  dove l’intelligence vive e lavora.

-di Giulia Caruso – da Belfast

Nelle prime settimane del settembre 2019, a un mese esatto dalla data del 31 ottobre che dovrebbe segnare l’uscita ufficiale del Regno Unito dall’Ue, ben due attentati, definiti di “preoccupante portata” sono stati facilmente sventati dalla Polizia dell’Irlanda del Nord. Nel primo caso, un mortaio, è stato rinvenuto nella zona di Strabane. Nel secondo, una bomba, destinata, secondo le fonti, alle pattuglie di ronda nella zona, è stata ritrovata in un parcheggio di Derry City, non lontano dall’area in cui, nell’aprile scorso, è stata uccisa la giornalista Lyra Mc Kee.
Come mai, la Psni riesce a dare, nel giro di 48 ore una prova di efficienza quasi fulminea? La risposta è ovvia. Gli inquirenti sapevano dove cercare e cosa cercare .

 

  Shandon Park- il luogo dove e’ stata ritrovata la bomba sotto l’auto dell’agente della Psni

Le fila della New Ira sono pesantemente infiltrate dai servizi di sicurezza. Non c’e’ nessun dubbio”- scriveva Ciaran Barnes sul Belfast Telegraph negli stessi giorni- Con buona pace di Mr Barnes, oggi l’Intelligence, sta facendo con la New Ira lo stesso gioco che ha fatto con l’Ira Provisional per 30 anni. Infiltrando, spiando, spesso usando metodi illegali. E soprattutto, servendosi di una rete di informatori locali.
Ci sono esempi storici, come quello del famigerato Freddie Scappaticci, aka Stakeknife, spia di alto bordo nei ranghi dell’’Ira , salito agli onori delle cronache per i crimini commessi con la famigerata Nuttin Squad, e di recente per presunti abusi su minorenni.


Touts”, è il nomignolo dispregiativo che si usa a West Belfast, come in tutti gli altri ambienti repubblicani per definire gli informatori al soldo della polizia. Un termine che si può liberamente accostare all’italiano “infame’’. E di infami pare che ultimamente, ne girino abbastanza, visti i risultati. Non sono necessariamente spie di professione, possono essere reclutati nei pub per pochi soldi, a volte sono tossicodipendenti, a volte, piccoli delinquenti. Come Martin Mc Gartland, arruolato nei ranghi dell’’Intelligence in cambio del condono per furti e rapine . Mc Garltand autore, tra l’altro, del romanzo autobiografico, Fifty dead Men Walking’,da cui è stato ricavato anche un film, oggi vive in clandestinità, in Inghilterra. Recentemente ha lanciato un appello denunciando di esser stato più volte bersaglio di intimidazioni da parte di antichi rivali e accusando i servizi segreti inglesi di averlo abbandonato al suo destino.

veduta aerea di Palace Barrack sede dell’Mi5 in Irlanda del Nord (Holywood-Belfast)

E’ noto che in previsione della Brexit, il governo britannico ha pensato bene di rafforzare il contingente nordirlandese dell’’MI5 di ben 700 agenti sotto copertura, militarmente addestrati, sbarcati in loco dopo l’esplosione di un’autobomba sotto il tribunale di Derry nel gennaio 2019. Allo stesso tempo ha rafforzato, anche la rete dei cosiddetti CHIS (Covert Human Intelligence Source). Sono gli informatori reclutati sul posto, soprattutto a Derry e Belfast, e che si danno da fare, non solo tampinando i gruppi di Oglaigh na’ Éireann ( I volontari d’Irlanda, che i media e gli inquirenti definiscono New Ira) ma infilandosi in tutte le organizzazioni politiche che non condividono la politica di compromesso dello Sinn Fein, il partito che rappresenta la maggioranza indipendentista e repubblicana. Organizzazioni che non riconoscono gli accordi di pace del Good Friday Agreement stipulati nel1998. Come Saoradh ( in gaelico irlandese, Liberazione), da molti considerata vicina ai gruppi armati, che si batte per “un’Irlanda unita, indipendente e socialista” , le cui sedi sono costantemente sotto il tiro di irruzioni improvvise, perquisizioni e arresti . Al di là di ogni ragionevole dubbio, risulterebbe evidente che l’azione repressiva delle forze di polizia, sembra diretta a stroncare ogni forma di reale opposizione al governo di Westminster e alle politiche dello Sinn Fein. Ma si fa strada anche un’ipotesi più inquietante e cioè che gli infiltrati non siano al lavoro solo per prevenire gli attentati, ma addirittura per pilotarli, in modo da creare divisione e confusione ,offrendo pretesti per azioni repressive indiscriminate.
Un’ altra ipotesi, suffragata purtroppo da precedenti storici, sosterrebbe che la polizia, pur possedendo informazioni utili a prevenire attentati, lasci comunque che l’irreparabile accada. Come per esempio, nel caso della bomba di Omagh, che nel 1998, lasciò sul suolo, 29 morti e 220 feriti.
Rumours piuttosto attendibili, riferirebbero che le agenzie di intelligence britanniche, irlandesi e statunitensi, disponessero di informazioni che avrebbero potuto impedire l’esplosione, la maggior parte delle quali provenienti da spie all’interno della Real Ira, ritenuta responsabile dell’’attentato. Dati che però non sono stati diramati al Royal Ulster Constabulary, l’allora corpo di polizia dell’Irlanda del Nord. Nel 2008, altre fonti, hanno rivelato che l’agenzia di intelligence britannica Gchq, stava monitorando le conversazioni tra gli attentatori durante il trasporto della bomba a Omagh.
Un rapporto dell’’ Ombusdam (mediatore delle indagini sull’operato della polizia) del 2001, affermava che la RUC non aveva agito tempestivamente nonostante le segnalazioni ricevute. Secondo quanto riferito, la polizia aveva ottenuto prove circostanziali e casuali contro alcuni sospetti. Uno di questi, Colm Murphy è stato processato, condannato e poi rilasciato, in seguito a rivelazioni secondo le quali anche la stessa Garda, ( la polizia dell’’Eire) aveva falsificato una parte degli interrogatori.
Tornando ai giorni nostri, nel giugno 2019, una bomba attivata dal commutatore d’inclinazione del mercurio, rinvenuta sotto la macchina di un ufficiale di polizia nella zona est di Belfast, non è esplosa nonostante il veicolo viaggiasse su una strada a sei dossi per rallentare il traffico, in direzione del Golf Club di Shandon Park.

Altre indiscrezioni riportano che gli esponenti New Ira hanno ammesso che il dispositivo è stato molto probabilmente manomesso e reso incapace di esplodere. Particolare quest’ultimo che la Psni si è ben guardata dal rendere pubblico, preferendo parlare della bomba destinata a uccidere un innocente poliziotto, per scatenare l’ennesima ondata di arresti e perquisizioni. Per non parlare dell’evacuazione arbitraria delle case, come è successo nella prima settimana di settembre a Creggan, Derry, quando 50 famiglie sono state costrette a scendere in strada nel cuore della notte, dalla polizia. Che a distanza di mesi dall’uccisione di Lyra Mc Kee, esibisce come dato certo che a sparare sia stato “un diciottenne, e che la pistola gli sia stata passata da un ventenne”.
Per capirci qualcosa abbiamo esplorato il sito ufficiale dell’’MI5 . Ovviamente ci siamo accontentati di documenti e informazioni molto “ purgate” rispetto a quello che potrebbe essere il reale assetto organizzativo ed esecutivo. Vediamo notizie, sulla mission e sulla storia dell’’organizzazione, ma ci sono anche link “work for us” a disposizione di chiunque decida di arruolarsi, come in ogni buona azienda che si rispetti. Cercano collaboratori civili, non arruolano pubblicamente agenti militari. Ci mancherebbe altro. E i toni usati sono rassicuranti e cortesi.
“Agiamo con il dovuto rispetto per la legge, in proporzione alla minaccia, e dietro autorizzazione del Segretario di Stato competente, in caso di misure intrusive, dove la legge lo richiede, così recita il documento. Quando utilizziamo tecniche intrusive per raccogliere informazioni, il nostro obiettivo fondamentale è sempre quello di essere efficaci con la minima quantità di intrusione in  proporzione   alla minaccia”.
In un’intervista al Times, Barbara Gray, ufficiale della Psni, ha dichiarato “Oggi come oggi, la minaccia non è come quella che abbiamo vissuto in passato, ma queste persone (i gruppi paramilitari dissidenti) sono fermamente intenzionati a usare la violenza, come in passato e non cambieranno idea”.
Ma questa realtà giustifica l’aggiunta recente dei 700 agenti di rinforzo che a conti fatti, corrisponderebbe al 20 per 100 dell’‘M15 stesso?

Passiamo ai metodi usati.
“Prima di utilizzare i nostri metodi di raccolta di informazioni più invadenti, che richiedono un mandato, dobbiamo giustificare al Segretario di Stato che ciò che proponiamo di fare è necessario per la protezione della sicurezza nazionale, o allo scopo di salvaguardare il benessere economico del Regno Unito dalle minacce provenienti dall’estero.
Naturalmente, le persone che minacciano la sicurezza nazionale, come terroristi o spie, sono consapevoli che le loro attività possono attirare la nostra attenzione e faranno il possibile per impedirci di individuarle. Allo stesso modo, proviamo a raccogliere informazioni senza che i nostri obiettivi si rendano conto di averli sotto inchiesta. Questo non è solo per evitare di compromettere le nostre indagini, ma anche per proteggere i nostri metodi in modo da poterli riutilizzare in futuro. “
I metodi menzionati ufficialmente dall’Intelligence si spingono oltre. A spiegare quasi nel dettaglio, le principali tecniche per la raccolta di informazioni. Consapevoli di leggere solo quello che all’Intelligence conviene, abbiamo rilevato che le principali risorse sono definite
“Sorgenti o “agenti” segreti” . “Gli agenti sono persone in grado di fornire informazioni su un obiettivo di un’indagine- spiega- lo script . Gli agenti utilizzati in questi casi, non sono dipendenti dell’MI5, ci tengono a precisare.
Segue spiegazione sulle principali tecniche usate. Ovvero, sorveglianza diretta, pedinamento o osservazione degli obiettivi. Intercettazione di comunicazioni, come monitoraggio di e-mail o telefonate, informazioni sulle comunicazioni, come “come e quando” sono state effettuate, che di solito sono ottenute dai fornitori di servizi di comunicazione.
Raccolta di dati personali in blocco, set di dati contenenti informazioni su un gran numero di persone a cui è possibile accedere in modo mirato per identificare o trovare informazioni su argomenti di interesse.”
La lista  continua, con “sorveglianza intrusiva”, “installazione di dispositivi di intercettazione in casa o in macchina”. “accesso nascosto a computer o altri dispositivi”.
Tutte le tecniche utilizzate sono conformi ai requisiti legali stabiliti dal Security Service Act (1989, dall’Intelligence Services Act (1994) e dal Regolamento di Investigatory Powers Act (2000) e dai Codici di pratica associati. L’’uso e l’autorizzazione di ciascuna tecnica sono controllati in modo indipendente dal Commissario per l’intercettazione e dal Commissario per i servizi di intelligence.
Tutto appare regolare, insomma. Eppure l’aspetto rassicurante del sito contribuisce a dare al tutto un aspetto quasi sinistro.   E sono ancora  molti gli interrogativi senza risposta e le zone d’ombra, in questa terra di nessuno dove l’intelligence detta legge, mentre si attende lo svolgersi degli eventi, all’ombra della Brexit, quassù sotto il cielo d’Irlanda.

 

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