Francis Ford Coppola si racconta. Tra cinema e Basilicata.

-di Simone Soranna-

Le verità di Coppola. I racconti di un genio del cinema e i consigli di un uomo saggio. Lunedi 26 Ottobre, presso il Teatro dal Verme di Milano, si è tenuto un incontro patrocinato dalla regione Basilicata che ha visto per protagonista uno dei cineasti americani più importanti e influenti degli ultimi decenni: Francis Ford Coppola.

Accolto da una vera e propria ovazione al momento del suo ingresso sul palco (il locale era zeppo di gente e in molti sono rimasti in coda fuori dallo stabile per diverse ore prima di accedere nei primissimi posti a disposizione), il regista si è seduto e ha sin da subito catalizzato tutta l’attenzione su di sé: gli occhi di ogni singolo spettatore erano intenti ad ammirare i folgoranti calzini spaiati (uno giallo e uno rosso) indossati, mentre le orecchie, la mente e il cuore erano incantati dalla capacità oratoria di uno dei più grandi narratori di sempre.P1060053

Come se stesse raccontando la più improbabile delle favole a un nutrito gruppo di nipoti, nonno Francis ha ripercorso le tappe che hanno condotto i suoi parenti dalla natia Bernalda (un paesino di circa dodicimila abitanti situato in provincia di Matera) alle coste statunitensi nei primi anni del Novecento:

«La mia trisnonna, Filomena, era la migliore sarta della zona. Era solita grattarsi il naso con gli attrezzi da lavoro così un giorno finì per infettarselo. Decisa a guarire, si recò a Napoli perché confidava di trovare nella grande metropoli campana un ospedale più sicuro e pronto per l’intervento. Purtroppo il medico le dice che non ha altra scelta se non quella di rimuovere completamente il setto nasale così da quel giorno in paese tutti iniziarono a chiamarla Filomena-senza-naso. Ad ogni modo, la mia trisnonna, rimasta vedova in età molto giovane, crebbe quattro figli (tra cui mio nonno) da sola, mantenendosi solo con la sartoria».

Dopo aver leggermente sviolinato sul suo legame con l’Italia («Io mi sento italiano, e sono contento di avere le origini ben radicate in uno dei Pesi più importanti e innovativi della Storia. Sono orgoglioso e fiero di poter vantare una simile appartenenza»), il cineasta ha ricordato quanto la sua famiglia sia profondamente connessa con il mondo dell’arte: il nonno di Francis diventerà l’assistente di un improbabile tutto fare conosciuto con il soprannome di “Cicciopane” mentre suo papà si innamorerà ben presto della musica diventando un musicista di talento.

Il nonno di Francis Ford Coppola, Cicciopane, al centro della foto, accanto ai suoi fratelli. Courtesy F.F. Coppola N.Y. Times

Il nonno di Francis Ford Coppola, Agostino, al centro della foto, accanto ai suoi fratelli. Courtesy F.F. Coppola N.Y. Times

Per non parlare poi dell’influenza del cinema, che ha dato diverse soddisfazioni alla figlia di Francis (Sofia Coppola, regista di film quali Lost in Traslation o Marie Antonietta) e il nipote Nicolas Cage. Per un’incredibile coincidenza che lui stesso stenta a credere, persino il celeberrimo Direttore d’orchestra Riccardo Muti è imparentato con la famiglia Coppola. Insomma, una dinastia destinata a grandi cose nel mondo dell’arte.

Francis e Sofia Coppola  testimonial della campagna Louis Vuitton 2008 nello scatto di Annie Leibnovitz

Francis e Sofia Coppola testimonial della campagna Louis Vuitton 2008 nello scatto di Annie Leibnovitz

Pian piano poi il discorso si è spostato su versanti a noi più consoni. Pur non disdegnando aneddoti sui lampascioni, la longevità dei suoi familiari, l’ampio numero di figli che costituiscono le diverse generazioni del suo albero genealogico (tutti episodi raccontati con una capacità narrativa impeccabile e da invidiare), il regista ha iniziato a focalizzare la sua attenzione sul cinema, sul mondo industriale della settima arte e su come affrontare le sfide di oggi.

Coppola con il figlio Gian Carlo sul set del film 'Sulle ali dell'arcobaleno' , ultimo film di FRed Astaire, 1968

Coppola con il figlio Gian Carlo sul set del film ‘Sulle ali dell’arcobaleno’ , ultimo film di FRed Astaire, 1968

«Impossibile scegliere il mio regista italiano preferito. Sono troppi i talenti prestati al mondo del cinema dalla scuola italiana. Ma se proprio proprio devo rispondere a questa domanda, allora dire Federico Fellini. Rossellini è stato un Maestro per tutti noi, il padre di un’intera generazione di cineasti che ha fatto scuola in tutto il mondo. Eppure Fellini mi ha sempre incantato leggermente di più, anche se non posso dirvi precisamente il motivo. Al giorno d’oggi invece non ho una preferenza univoca. Sorrentino e Garrone sicuramente si sono messi in luce nel migliore dei modi e ho amato molto i loro lavori, però non ho un nome di riferimento».

Qualche giovane studente o appassionato presente all’evento non si è lasciato sfuggire l’occasione di chiedere qualche consiglio su come mettersi in mostra nell’industria cinematografica e come fare per trovare fondi utili a realizzare i propri progetti. «Bisogna semplicemente smetterla di lamentarsi e cercare di lavorare il più possibile sino a quando non si è arrivati davvero a un punto massimo di sforzi. Prima di allora, non bisogna mai dare la colpa a nessun altro se non a te stesso per il tuo insuccesso. Il mondo è pieno di gente che si arrende alla prima difficoltà solo per poter additare la responsabilità a qualcun altro. Il mio consiglio invece è, smettetela. Lavorate sodo e i risultati si paleseranno».

Francis Ford Coppola Woody Allen e Martin Scorsese

Francis Ford Coppola Woody Allen e Martin Scorsese

Ricordando poi i suoi più grandi successi come Il Padrino o Apocalypse Now, l’autore ha anche avuto modo di raccontare il percorso che lo porta a scegliere i diversi progetti da realizzare: «Una delle cose più difficili che preme qualsiasi artista dopo aver realizzato un grande lavoro (musicale, teatrale, cinematografico, ecc.) è la capacità di riconfermarsi. Tutto il mondo è pronto a paragonare il tuo ultimo frutto con il tuo miglior successo. Tutti sono pronti al confronto e a poter esclamare la frase “Si, ma..”. Io sono sempre stato poco incline a questo pensiero, non mi piace per nulla l’idea di dover gareggiare contro me stesso. Per questo motivo lungo la mia carriera ho sempre scelto progetti diversissimi tra loro, di modo che il pubblico non potesse confrontarli con i mei titoli migliori».

 

Marlon Brando Al Pacino e Francis Ford Coppola sul set del Padrino ( foto Steve Shapiro)

Marlon Brando Al Pacino e Francis Ford Coppola sul set del Padrino ( foto Steve Shapiro)

Dopo due ore circa di botta e risposta tra lui e il pubblico, il regista è stato costretto per ragioni di tempo a chiudere l’incontro e, per congedarsi, ha salutato in maniera gioiosa e scherzosa tutti i presenti intonando in un italiano quasi perfetto “Roma nun fa’ la stupida stasera”, non senza aver prima lanciato un’ultima frecciatina al nostro Paese: «L’Italia è una nazione stupenda sotto ogni punto di vista. L’unica cosa che però ancora non avete imparato a fare è dire la verità. Con le menzogne non si arriva da nessuna parte, siate onesti! La verità è la cosa più semplice e migliore di questo mondo».

 

Foto di copertina Coppola a Napoli mentre parla al comendo della Marina Militare USA copyright Marina Militare USA

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