(Italiano) Paul Bley: il mio tempo verrà

Published on: June 21, 2015

Filled Under: JAZZ E DINTORNI,

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6 Responses to (Italiano) Paul Bley: il mio tempo verrà

  1. Roberto Masotti says:

    Bravo M. G. Bianchi, ben fatto e ben detto. A dirla tutta bisognerebbe dire e ascoltare molto di più di P. Bley, un artista sempre dietro l’angolo, mai in primo piano, ma altamente seminale. Intraprendente personaggio poi, organizzatore, imprenditore, ma…
    Non ho mai smesso di pensare che lui, Cecil Taylor, e chissà quanti altri che si dovrebbero citare, abbiano la stessa importanza di Keith Jarrett che tu sai bene quanto io abbia seguito. Non solo personalmente ma proprio in una prospettiva storica e analitica che è, anch’essa, finita dietro l’angolo. Quello dietro il televisore, vicino al ripostiglio delle scope…

    • Massimo Giuseppe Bianchi Massimo Giuseppe Bianchi says:

      E’ davvero grande il numero di musicisti che andrebbero rilanciati. Hai ragione! Essi non sono mai scomparsi né hanno cessato di operare. L’importanza di Keith Jarrett , che tu citi, è quella, inestimabile, di un grandissimo musicista che riesce a portare a un vasto pubblico la MUSICA. Ciò è innegabile. Tuttavia Bley, Taylor, ma anche il nostro D’Andrea ad esempio sono stati ancora più di lui portatori di nuova energia creativa. Non che si debba essere innovatori a forza, per carità… Sono lieto che la mia riflessione abbia contribuito nel suo piccolo a rinfrescare la memoria intorno al grande Paul…..

  2. margherita sechi says:

    Massimo Giuseppe Bianchi, in poche parole hai saputo condensare la natura di un grande artista che, lette le parole spese per raccontarlo ed avendo goduto degli ascolti musicali che ben lo rappresentano in questa narrazione, vien voglia di conoscere un po’ di più! Grazie!!

    • Massimo Giuseppe Bianchi Massimo Giuseppe Bianchi says:

      Grazie, Margherita Sechi! Fortunato chi ancora non lo conosce, potremmo dire, così può ascoltarlo per la prima volta… La sua discografia è molto vasta e si può quasi cogliere “fior da fiore”: così, alla brava. I tre dischi da me indicati rappresentano comunque un ottimo punto di partenza. Consiglierei anche il cofanettazzo “The complete remastered recordongs on Black Saint & Soul Note” uscito mi pare nel 2013, a un prezzo più che ragionevole!

  3. Massimo Giuseppe Bianchi Massimo Giuseppe Bianchi says:

    E’ davvero grande il numero di musicisti che andrebbero rilanciati. Hai ragione! Essi non sono mai scomparsi né hanno cessato di operare. L’importanza di Keith Jarrett , che tu citi, è quella, inestimabile, di un grandissimo musicista che riesce a portare a un vasto pubblico la MUSICA. Ciò è innegabile. Tuttavia Bley, Taylor, ma anche il nostro D’Andrea ad esempio sono stati ancora più di lui portatori di nuova energia creativa. Non che si debba essere innovatori a forza, per carità… Sono lieto che la mia riflessione abbia contribuito nel suo piccolo a rinfrescare la memoria intorno al grande Paul…..