(Italiano) Mario Trovarelli – Psicologia Naturalista * Fantasia e fantasticheria

Published on: July 6, 2015

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4 Responses to (Italiano) Mario Trovarelli – Psicologia Naturalista * Fantasia e fantasticheria

  1. Marina Stolfa says:

    il dolore per eventi spiacevoli può bloccare per un po la fantasia e il piacere che procura la fantasia?

    • Mario Trovarelli Mario Trovarelli says:

      *

      assolutamente sì. il dolore che non può essere elaborato… tenderà a bloccare il pensiero, quindi anche la fantasia.
      il dolore elaborabile non blocca, semmai incentiva la fantasia.

      *

  2. Daniela Andropoli says:

    Buonasera Mario, in un suo intervento lei scrive che per conoscere se stessi non basta guardarsi allo specchio ma bisogna osservarsi in un video ed ascoltare la registrazione della propria voce. Le chiedo se questo è sufficiente o se non si rischia di cadere nella trappola dell’autocompiacimento e della negazione. Ed inoltre il modo in cui le persone che amiamo o stimiamo ci percepiscono può contribuire alla conoscenza di se stessi ?

    • Mario Trovarelli Mario Trovarelli says:

      *

      Bella domanda Daniela…

      Degna di una collega così preparata quale lei è.

      Vedrò di districarmi.

      Non è sufficiente rivedere le proprio foto o guardarsi su un video o riascoltare la propria voce per conoscersi.

      Credo, tuttavia, che osservarsi un po’ da fuori, cosa che lo specchio non permette, ci aiuti a far
      pace con noi. Perché rivedendo quello che la macchina ha fissato, possiamo vedere di più i nostri difetti. E magari così impariamo a conoscere anche qualche nostro pregio.

      Così ci guarderemo con meno paura e minor boria, imparando a volerci un po’ più bene perché ci vediamo più veri e autentici.

      Allo specchio ci vediamo coi nostri stessi occhi. La macchina invece ci vede coi suoi strumenti ottici o acustici, che non coincidono affatto con quello che vediamo e ascoltiamo noi.

      Quanto al modo in cui ci percepiscono le persone che amiamo e stimiamo, guai se non ci fossero queste persone. Perché se le amiamo e le stimiamo, forse è proprio perché ci vedono “bene” e ci accettano.

      Ancora una volta, dunque, questo ci aiuta a stare meglio con noi stessi. A volerci un po’ più bene.
      Quanto a conoscerci meglio…

      *