Andare al cinema…con galateo

– di Sante Galante –

 Sette mosse per dare scacco matto agli sgarbati sotto lo schermo e uscire indenni dal cinema col proprio smartphone

Carissimi galanti, etiquette followers e Sante haters, avete superato indenni le feste di Natale? Se l’arzilla Befana ha dato la botta definitiva a trigliceridi e maniglie dell’amore, consiglio di smaltire il prima possibile in palestra. Magari dopo aver letto un mio precedente decalogo. Se invece tutto procede per il meglio, un buon cinema è l’ideale per iniziare l’anno col sorriso e i mille (inutili) propositi. “Ma Sante, adesso ti occupi anche di film?”. Non in quanto critico, non preoccupatevi. Ho però qualche consiglio da enunciare prima di sedersi sotto lo schermo . “A ridaje! E mo’ basta co’ ‘ste regole”. Cari haters “bannatemi” (o mannatemi) se volete, cari followers sono tutto per Voi. Facciamo un salto al cinema insieme?

 

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Sarò banale, ma la prima regola quando si arriva in loco è rispettare la coda senza fingere gravi malori o salutare improbabili amici all’inizio del corteo. Ne va della vostra salute. Ve lo garantisco. Non il primo, non il secondo, ma il terzo avventore che superate potrebbe essere un “tranquillo” Michael Douglas appena uscito dal suo traffico esistenziale. Con l’aggiunta di lunga barba e tuta nera, vista la trista modernità, al mitico occhiale e cravatta. Ve la sentite di rischiare?

 

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 Michael Douglas in una scena di “Un giorno di ordinaria follia”

Ricordatevi inoltre che le riduzioni non valgono sempre e comunque. E che il successivo “Lei non sa chi sono io” vomitato in faccia alla cassiera di turno non va più di moda. Almeno che non siate tra i legittimi figli di Flavio Briatore (in caso condoglianze per il Vostro nome) o tra i legittimi eredi del “compianto” Licio Gelli. In tal caso preparate la rituale parola d’ordine, l’occhietto e pure il compasso.

Una volta acquistato il biglietto, il terzo suggerimento è attendere sempre la fine del precedente spettacolo senza cercare d’infilarvi sotto la tenda all’uscita della fumante fiumana. Potrebbe davvero uscirne fuori una scena “fantozziana” e, visto che di cinema si tratta, ritrovarvi vostro malgrado taggati nel video più cliccato su Youtube, Facebook e pure Rotten.

 

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Se siete nati gentleman – o lo siete diventati leggendo il sottoscritto – di certo non vi costerà fatica non occupare due o tre posti con borse, cappelli, ciabatte e soprabito. Specie se i posti in sala sono pressochè esauriti. Date retta a un moderato: è meglio invitare qualcuno nostra sponte a sedersi, che farsi pregare loro sponte ad alzarsi. E ho detto tutto.

 

“Spengono le luci, tacciono le voci”, cantava il molleggiato Celentano. Quando ciò accade, il silenzio dovrebbe davvero incombere beato. Evitate quindi di parlare ininterrottamente con l’amico Giacomino, commentando ogni scena o, peggio, conversando fuori tema delle corna di Pippo, il fiato di Pluto, il perizoma di Paperina. Se avete bisogno di masticare aria per rinfrescare i linfonodi, una gita alla finestra della toilette è l’ideale. Sempre che non sbagliate porta e naturalmente che l’aria non sia già viziata.

 

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Popcorn e patatine sono delizie a cui è impossibile rinunciare. Specie se ancora colanti olio di palma. Ma sentirsi sgranocchiare nell’orecchio a cinque centimetri, magari sussurrando colpi di tosse e flatulenze, fa l’effetto di un monologo a Ferragosto di Sandra Milo, Nichi Vendola o Maurizio Gasparri: voi resistereste?

 

Il settimo e ultimo consiglio, prima di salutarvi, è quello di star bene attenti all’uso del cellulare. Non tanto alla suoneria (mai sia che io vi chieda di spengere o abbassarla, per carità!) quanto a rispondere e, come nei meandri di casa propria, disquisire amabilmente di salute, calciomercato e ricette light. Già si segnala, in alcuni cinema del paese, la presenza dei temibili Frangitori Smartphonanti: setta di vendicatori incappucciati che predica il ritorno all’età della Sip e del telefono fisso e che gira armata di cornetta nera in carbonio per devastare i simboli della modernità. Cordless e wireless compresi. Occhio a non diventare i prossimi smartphonless.

 

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L’immagine di copertina è tratta dal sito www.smarknews.it

 

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