Ancora sul FUS. I soddisfatti e gli insoddisfatti del decreto Franceschini

– di Michele Lai-

Torniamo a parlare di FUS e del Decreto di assegnazione delle sovvenzioni ministeriali detto anche ‘Decreto Franceschini’ che continua a fare discutere operatori e artisti dei vari ambiti dello spettacolo dal vivo. La riflessione di Michele Lai, che parte dal comparto musicale- può essere infatti ampliata a tutti i settori travolti dal Terremoto decreto Franceschini

A due mesi dalla pubblicazione dei decreti dirigenziali del MIBACT di assegnazione dei contributi FUS posso oggi aggiornare le mie prime riflessioni sull’ argomento perché l’analisi approfondita dei nuovi criteri di finanziamento elaborati dal Ministero ed i numerosi incontri, confronti, convegni che si sono tenuti in questo periodo, mi hanno consentito di comprendere la ratio del D.M. 1 uglio 2015 e quindi i suoi aspetti positivi ma anche i suoi aspetti critici.

Come già nel mio precedente articolo, limito l’analisi al settore delle associazioni concertistiche e dei festival (previste dagli articoli 24 e 25 del D.M. in esame), che ho avuto occasione di studiare più nel dettaglio ed in proposito tenterò di descrivere in estrema sintesi il complesso meccanismo di attribuzione dei punteggi e delle quote di finanziamento FUS.
La domanda di finanziamento riguarda un programma artistico su base triennale; il contributo viene erogato anno per anno in base al preventivo da confermare con il consuntivo.

Il decreto ministeriale prevede l’attribuzione ai richiedenti di massimo 100 punti, suddivisi in 30 punti per la valutazione della qualità artistica (QA), 30 punti per la qualità indicizzata (QI) e 40 punti per la dimensione quantitativa (DQ).

La dimensione quantitativa e la qualità indicizzata sono categorie che riguardano le caratteristiche quantitative dei soggetti richiedenti ed il punteggio complessivo di ciascuna categoria si ricava dalla sommatoria dei singoli punteggi attribuiti per i misuratori indicati negli allegati del decreto ministeriale; ad esempio, nella categoria della QI (qualità indicizzata) vengono valutati dati quali il tasso di incremento del pubblico, il tasso di incremento del numero di sale utilizzate, la regione o le regioni in cui si svolgono gli spettacoli programmati, la capacità di reperire altri finanziamenti pubblici e la capacità di reperire altre fonti di finanziamento (privati e fondi europei).

Nella categoria DQ per le associazioni concertistiche (articolo 24) sono valutati i dati relativi agli oneri previdenziali complessivamente versati, le giornate lavorative complessive del personale artistico assunto (soltanto i contratti relativi alle categorie ex ENPALS), il numero dei gruppi ospitati, il numero complessivo degli spettacoli.

dal film 'Il Concerto' di Radu Mihaileanu

dal film ‘Il Concerto’ di Radu Mihaileanu

La qualità artistica (QA) contiene misuratori valutati discrezionalmente dalla Commissione Consultiva per la Musica nominata con DM 5 febbraio 2014 sulla base delle prescrizioni contenute nel D.Lgs. n. 89/2009.

I punteggi massimi attribuibili a ciascun misuratore nelle tre categorie sono stabiliti con appositi decreti dirigenziali (per il primo anno D.D. 7 novembre e 27 novembre 2014).

Le domande devono essere presentate esclusivamente in via telematica mediante inserimento dei dati nel modello pubblicato sul sito web del MIBACT.

I dati relativi alla DQ vengono elaborati dal calcolatore elettronico del ministero in base alla formula matematica pubblicata nell’Allegato A del decreto ed i risultato è un elenco generale suddiviso in tre sottoinsiemi.

Con successivo decreto dirigenziale, il ministero (Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo) assegna le quote di FUS per ciascun settore ammesso a finanziamento (es. soggetti articolo 24 e 25) e sempre l’elaboratore elettronico in base alla predetta formula matematica assegna a ciascun sottoinsieme un importo totale che suddiviso per il numero dei soggetti inclusi nel sottoinsieme determina il valore in euro per ciascun punto ottenuto: es. primo sottoinsieme articolo 24 € 11.300 (valore arrotondato) a punto, secondo sottoinsieme € 2.800 (valore arrotondato) a punto, terzo sottoinsieme € 800,00 (valore arrotondato) a punto.

Una ideale rappresentazione  della commissione consultiva attraverso una scena de 'Il tavolo verde' di Kurt Jooss

Una ideale rappresentazione della commissione consultiva attraverso una scena de ‘Il tavolo verde’ di Kurt Jooss

La Commissione Consultiva per la musica attribuisce quindi i punteggi alla QA e sempre l’elaboratore elettronico i punteggi alla QI in modo che al termine della complessa operazione a ciascun soggetto richiedente saranno assegnati i punti per la QA, i punti per la QI, i punti per la DQ e quindi il punteggio complessivo, che sommato al valore EURO/PUNTO del sottoinsieme in cui il soggetto si è venuto a trovare darà l’importo del finanziamento riconosciuto.

All’articolo 5 del decreto è previsto il primo correttivo, per cui il finanziamento viene corrisposto nei limiti del deficit di bilancio indicato nel preventivo dei costi inviato al ministero, per cui il valore EURO/PUNTO viene ridotto proporzionalmente a tale limite.

All’articolo 50 del decreto è previsto un secondo correttivo, per cui il contributo non potrà comunque essere inferiore al 70% di quello ricevuto lo scorso anno 2014, ma ciò solo per il primo anno di applicazione del decreto (2015).
In estrema sintesi questo è il nuovo meccanismo di finanziamento utilizzato dal MIBACT per assegnare i contributi FUS ai settori della musica, del teatro e della danza.

Le “sorprese” a cui accennavo nel mio primo articolo in positivo per alcuni soggetti, ma in negativo per molti altri, sono emerse in sede di applicazione dei suddetti criteri, poiché tranne alcune eccezioni, le istituzioni che sino allo scorso anno avevano ottenuto dalle commissioni consultive (musica, teatro e danza) un contributo elevato, quest’anno lo hanno visto grandemente ridurre, mentre istituzioni analoghe che fino allo scorso anno avevano visto assegnato un modesto contributo FUS, quest’anno lo hanno ricevuto sensibilmente incrementato (anche del 300%).

All’ inizio nessuno dei soggetti ammessi al finanziamento è stato in grado di comprendere i risultati ed ancora oggi la Direzione Generale dello spettacolo dal vivo non ha reso noti i verbali delle commissioni consultive – ho notizia certa dei verbali della commissione consultiva per la musica, non ho notizie relative alle altre commissioni- Tuttavia, grazie ad alcune consulenze tecniche anche di tipo matematico si è potuto accertare che le equazioni matematiche (algoritmi) utilizzati dal ministero sono state impostate in maniera tale per cui il risultato finale – sotto il profilo quantitativo- è stato più favorevole per le istituzioni che organizzano e producono spettacoli dal vivo in sale di piccole dimensioni, con elevata affluenza di pubblico, ubicate in regioni del Sud, che impiegano un elevato numero di personale artistico e tecnico, oppure un elevato numero di gruppi musicali, rispetto alle istituzioni (anche di grande tradizione storica) che utilizzano sale di grandi dimensioni (teatri) con una limitata affluenza di spettatori (anche se in linea con quelle degli anni precedenti) che non impiegano personale artistico e tecnico ed ubicate al Centro-Nord Italia.Calcoli e algoritmi

Le “sorprese” più negative sono state per quelle istituzioni inserite dal calcolatore elettronico nel secondo o nel terzo sottoinsieme con l’attribuzione di un valore EURO a PUNTO enormemente inferiore a quello assegnato al primo sottoinsieme, con conseguente drastica riduzione del contributo finale come si è detto sopra ed inoltre per quelle istituzioni che pur caratterizzate da un’attività storica e notoriamente di eccellenza si sono viste assegnare un limitato punteggio sulla qualità artistica.

In questa situazione, le associazioni di settore si sono ovviamente mosse verso il MIBACT richiedendo la introduzione per le annualità 2016 e 2017 di correttivi alle formule matematiche ed ai procedimenti, ma anche la costituzione di un fondo speciale per l’anno 2015 da distribuire tra le istituzioni maggiormente penalizzate e tra quelle addirittura escluse, in modo da consentire l’introduzione progressiva del nuovo sistema e di porre le istituzioni nella condizione di adeguare le proprie strutture ed attività ai principi ispiratori dei nuovi criteri di finanziamento.

Nelle more delle risposte “politiche” dal ministero alle istanze dei soggetti interessati, alcune istituzioni hanno promosso contenziosi avanti al T.A.R. per il Lazio chiedendo l’annullamento dei decreti dirigenziali ed anche del D.M. 1 luglio 2014.

L’argomento non può certo dirsi così concluso perché in un futuro molto prossimo (le domande FUS per il 2016 devono essere presentate entro il 31 gennaio prossimo) il MIBACT si pronuncerà sulle istanze di correzione del decreto e se – come tutti auspichiamo- tali istanze troveranno accoglimento, i contenziosi saranno abbandonati così che i nuovi criteri potranno raggiungere quel livello di imparzialità ed oggettiva precisione nell’ assegnazione dei contributi FUS che il Ministero intende raggiungere.

in apertura una immagine tratta dal film Il Concerto di Radu Mihaileanu

 

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinFacebooktwittergoogle_pluslinkedin