Amburgo: la città libera dalle due anime

-di Silvia Poletti-

 

“Da una parte c’era il Regno di Sassonia. Dall’altra il Regno di Danimarca. Nel mezzo stava la ‘libera città di Amburgo’.”

il quartiere di tT Pauli

Poche parole, ma che dicono tutto. Dicono dell’orgoglio, della forza economica, della visione politica che hanno fatto di Amburgo una città/mondo davvero unica e speciale nella geografia delle città tedesche. Una città con più anime- un tempo ‘divise’ da un lato dall’ Alster e dai suoi laghi artificiali, a circondare i parchi e le case altoborghesi e dall’altro l’Elba e il porto, enorme e vivacissimo, con i suoi quartieri popolari e il melting pot di St Pauli. Da un lato il bianco e rosso della bandiera municipale, con la silhouette di un castello solido e gagliardo, la porta di accesso/accoglienza bene in vista, a testimoniare non solo l’origine della città ( una fortezza costruita all’epoca di Carlo Magno) quanto la sua solidità e indipendenza. Dall’altro la bandiera dei pirati, teschio e tibie incrociate su fondo nero, del distretto portuale dallo spirito ancora corsaro.
Anime diverse, antitetiche e complementari: l’operosità e il divertimento; lo spirito e la carne: geolocalizzate a distanza di sicurezza in modo da non far cadere in tentazione – almeno fino al giorno del riposo, quando tutto è concesso e allora “quello che si è guadagnato nella parte della città sopra l’Alster si può spendere in quella sotto l’Alster.”

Palazzi e grandi alberghi sull’Alster copy C.Spahrbier

Del resto fin dalla fondazione della città si tendeva a mettere a distanza di sicurezza il sacro e il profano, con i teatri locati nella parte opposta della zona delle cattedrali. A fare da trait d’union invisibile ma infrangibile, inconsapevolmente, la musica. Perchè Amburgo è una città di musica, fin dalla sua origine Hanno lavorato e vissuto qui Telemann e Mendelssohn, Brahms e Mahler, i Beatles e i Kraftwerk… Senza contare che una delle principali istituzioni musicali della città è la Staatsoper oggi guidata da Kent Nagano per il settore sinfonico/operitisco mentre l‘Hamburg Ballett John Neumeier è il primo ambasciatore culturale di Amburgo in giro per il mondo ( “ E’ capitato spesso- ci hanno raccontato- che all’estero conoscessero l’Hamburg Ballet ma addirittura facessero fatica a sapere dove si trovasse sulla cartina geografica la città’).

Con l’inaugurazione dell’Elbphilarmonie, lo scorso anno, la città se possibile ha ulteriormente ribadito, anche a livello di immagine e comunicazione, il suo ruolo di città della musica.
Posta all’inizio della nuovissima HafenCity ( distretto di recupero di antiche strutture e rilancio architettonico straordinario)

Una panoramica di Hafencity con Elbphilarmonie in primo piano

l’Elbphilarmonie, con la sua iconica struttura protesa sull’Elba come la chiglia di una nave e con il suo matrimonio tra la solidità dei mattoni rossi dell’architettura portuale della città e gli incredibili vetri molati, che rimandano alle onde e catturano le mille sfumature di luce dal cielo cangiante sempre solcato dal vento, sintetizza le due anime amburghesi con un impatto visivo notevole. Impatto ancor più notevole se si assiste a un concerto, nella sala grande ( due gli auditorium: il primo con 2100 posti, l’altro con 500) a pochi passi dall’orchestra o in alto nelle sedute più distanti, incombenti sul cono musicale permeato da una membrana bianca che rimanda alle madreperla e che scopri intagliata e posizionata in maniera millimetricamente diversa tessera per tessera, proprio per esaltare il suono e renderlo più vivido e purissimo possibile.

Elbphilarmonie Plaza foto di J. Modrow

Ma è sufficiente passeggiare per i luminosi bianchi foyer o nella grande terrazza dell’ Elbphilarmonie che offre una visione a 360° della città e del suo porto per lasciarsi catturare dal fascino laborioso di Amburgo.

In spiaggia, sul Porto

Da lì poi, a piedi o in bicicletta (oppure in autobus e metro), scendendo verso il Mercato del Pesce e più giù verso la bella Altona ( vero e proprio villaggio danese, oggi tra le mete più trendy della movida cittadina) o risalendo verso la Rathaus, lungo i canali, sotto l’elegante Arcade, tra le gallerie del centro, fino al Pavillon

Dalle scale del Pavillon sull’Alster pronti per la gita in battello

sull’ Alster la città si concede sobriamente ricca e austeramente elegante, ma anche curiosa e pronta a piccole sorprese.

 

 

 

 

A metà tra porto e centro città, ci si imbatte così nel Komponistenquartier, annunciato dalle silhouette dei maestri che qui vissero nel corso del tempo e che ora campeggiano davanti ad alcune piccole deliziose vecchie case in mattoni. Queste si sono trasformate in altrettanti piccoli musei dedicati agli illustri compositori – c’è quello dedicato a Brahms e poco più in là, un curatissimo spazio dedicato Telemann, Bach, Mendelssohn e Mahler con alcune preziosità ( come la pianola meccanica di primo Novecento che riproduce l’esecuzione dello stesso Mahler dei suoi Lieder ohne Fahrer Gesellen o una spinetta di primo Settecento) e con un occhio finalmente attento al contributo delle compagne di vita nella carriera e ispirazione dei divini. D’altra parte se si è più portati per il pop bisogna ricordare che dopo New York e Londra proprio Amburgo è la città del musical. Accanto al teatro Tenda che si affaccia sull’Elba e è stato montato per Il Re Leone da quindici anni in scena, da quest’anno ne campeggia un altro per Mary Poppins ( entrambi rigorosamente rimontati nelle produzioni originali), senza contare i grandi concerti rock e pop che regolarmente fanno tappa in città.
La quale comunque è fascinosa e ammaliante di per sé. Lo rivelano le sue passeggiate nelle strade interne del parco dell’Alster che ci fanno scoprire case vittoriane e jugenstile di bellezza mozzafiato; il giardino Planten un Blomen con i suoi spazi aperti a tutti, o gli angoli meditativi, i roseti con migliaia di specie e l’erbario con le piante grasse più esotiche.

Un angolo del Planten un Blomen

Continuando per l’ Alsterpark si arriva alla parte più residenziale e ‘segreta’ della città lungo la Milchstrasse: si tratta di Poseldorf dove tra raccolte caffeterie e piccole boutiques, ci sono cortili interni in cui si aprono negozi di design, studi di artisti, maison di moda – una si chiama Barons and Bastards, ancora la doppia anima di Amburgo! Si dice che nessun nuovo abitante può arrivare a a Poseldorf:

UN angolo di Milchstrasse

le vecchie ville e i bei palazzi vittoriani passano di proprietà per via ereditaria. Destino inamovibile. Ma come sempre l’aspetto rassicurante e placido delle piccole strade può rivelare l’aspetto più rock dell’anima amburghese: basta andare allo Zwick. Una birra, un Haway toast e una ballata rock: da quasi sessant’anni è il locale più cool della città- ci sono passati tutti dagli ACDC a Freddy Mercury, da Suzie Quatro a Ricky Shane- e può capitare di trovarti accanto a Hugh Grant che ‘annega’ la delusione della sconfitta del suo Fulham in una serata di musica e birra.

www.hamburg-tourism.com

Elbphilarmonie www.elbphilarmonie.de
Hamburg Staatsoper www.staatsoper-hamburg.de
Hamburg Ballett www.hamburgballett.de
kaiserkeller /www.kaiserkeller-hh.de
Komponistenquartier www.komponistenquartier.de
Zwick www.zwick4u.com
Elbjazz Festival www.elbjazz.de

Indirizzi
cucina amburghese: http://krameramtsstuben.de/
cucina internazionale carls-brasserie.de
cucina italiana www.favoloso.de

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