Storie di una balena di tanti anni fa

-di Lorenzo Greppi-

L’architetto Lorenzo Greppi è uno dei docenti di Musei emotivi, dove ha parlato anche di questo allestimento. Per capire così cosa si intende con ‘allestimento immersivo’. Ma mai prevaricante rispetto alla conoscenza e al rigore scientifico. 

Copyright Former Worlds part

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Un invito a tuffarsi nelle mille “storie di una balena” raccontate nella nuova Sala espositiva del Museo di storia naturale di Firenze, sezione di Geologia e Paleontologia: le storie di una balena vecchia di oltre 3 milioni di anni, del suo habitat naturale e dei suoi compagni di vita, di quando sguazzava tra le vaste insenature che si insinuavano nella Toscana continentale, accanto a squali e delfini, tartarughe e foche, in quel tratto di mare interno così pescoso ed ospitale, da tempo scomparso, la cui memoria perdura nel Santuario dei mammiferi marini compreso tra littorale tirrenico, Sardegna e Liguria. Le storie del pantagruelico banchetto che si è scatenato alla sua morte e di quando la sua carcassa ha dato origine alla lunghissima catena alimentare che il processo di fossilizzazione è riuscito a restituire miracolosamente intatta ritraendo, in una sorta di incredibile istantanea, le migliaia di organismi che vi hanno preso parte, dai grandi predatori che l’hanno azzannata, agli spazzini che ne hanno spolpato lo scheletro, via via fino ai microorganismi che si sono insinuati all’interno delle sue ossa per succhiarne gli acidi. Le storie del suo incredibile ritrovamento in un campo di grano, laddove l’agricoltura ara il fondale di un mare ormai scomparso scoprendo vertebra dopo vertebra fino a completare il disegno dell’enorme scheletro ancora adagiato in successione anatomica. Le storie di un animale da sempre fortemente legato al nostro immaginario, mostruoso nell’abnormità della sua mole e meraviglioso nell’armonia dei suoi movimenti, simbolo vivente di una natura al tempo stesso alleata e nemica, un ibrido incomprensibile, il retaggio fuori scala di un passato remotissimo, quasi un errore da cancellare, un mammifero che abita nel posto sbagliato, un pesce che respira e si riproduce come un animale terrestre, una massa così grande che si muove con la leggiadria e la leggerezza di una piuma. Le storie del suo rapporto con gli uomini, un rapporto che dopo millenni di convivenza si è fatto via via più predatorio, distruttivo, alla luce di un ecosistema marino sempre più fragile e delicato, minacciato da tonnellate di rifiuti che ne compromettono la sopravvivenza.

Gasteropodi Copyright Former Worlds

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Storie di vita e di morte, di scoperte e tradizioni, miti e leggende, fiabe, racconti, trame e contesti narrativi che hanno richiesto una forte condivisione di intenti con l’insieme degli attori coinvolti nel processo progettuale e realizzativo – e in particolare con la controparte scientifica rappresentata da Elisabetta Cioppi e Stefano Dominici – partendo da un approccio multidisciplinare integrato: un approccio “multimediale”, teso a sfruttare al meglio l’insieme degli strumenti e dei linguaggi offerti dalla comunicazione contemporanea, dove la scelta dei volumi e dei percorsi assieme a quella dei materiali, dei colori e della grafica e a quella dei sistemi audiovisivi e tecnologici partecipano tutte assieme alla composizione di un racconto organico ed unitario al servizio dei contenuti e della poetica delle emozioni. Un approccio “interattivo”, rivolto ad un’utenza varia e variegata, intesa nel suo insieme sia come singolo visitatore sia come pubblico, capace di mettere in scena, da una parte, una dimensione esperienziale individuale e, dall’altra, forme di utilizzazione più collettive. Un approccio “tridimensionale”, teso a sfruttare gli elementi materiali come quelli immateriali, le pareti come il pavimento e il soffitto, ma anche i ritmi, le intensità, le sequenze, le pause, le transizioni, le modalità, le interfacce, i colori, le luci, le finiture, il posizionamento dei reperti nello spazio, per proiettare il visitatore verso la quarta dimensione dell’immaginario. Un approccio “immersivo” che parte innanzi tutto dalle emozioni, dall’intento di creare suggestioni, sensazioni, stupore, dalla sua capacità di stimolare la fantasia, l’immaginario e l’immaginazione del pubblico come primo motore di conoscenza e di consapevolezza critica.

Parete A.1 Copyright Former Worlds

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In questo contesto, le scelte compositive segnano la trama di una serie di elementi e gesti allestitivi che, se presi singolarmente, sembrano sovvertire in modo “eretico” i canoni della museografia scientifica classica: dove il linguaggio scritto esce dagli schemi usuali per affrontare un taglio decisamente più narrativo e quasi “poetico”, senz’altro più suggestivo e comunicativo; dove la composizione della sala e la disposizione delle sedute rialzate suggeriscono al visitatore un ritmo di visita più contemplativo, con soste e permanenze abitualmente non concesse; dove lo scheletro della balena è affogato all’interno di un pavimento galleggiante, sopraelevato di 40 cm rispetto al calpestio preesistente, dal quale affiorano alla superficie solo le ossa fossilizzate proprio per accentuarne l’effetto di immersione; dove il ricorso alla tecnica della controparete attrezzata ribalta di fatto il tradizionale rapporto tra pieni e vuoti, proponendo una serie di teche espositive dimensionate ad hoc in grado di esaltare la valenza scientifica ed espressiva di ogni singolo reperto come del contesto narrativo corrispondente; dove la stessa balena è contrapposta ai suoni e alle immagini proiettate di sagome in movimento che la sovrastano a grandissima scala sul velario sospeso a soffitto in un continuo dialogo speculare di rimandi visivi e acustici; dove la stessa colonna sonora non vuole limitarsi ad un commento di sottofondo con rumori d’ambiente ma sviluppare una dimensione musicale vera e propria, commisurata alla incredibile massa sonora suggerita dalle movenze e dal canto dei grandi cetacei.

Parete B.1Copyright Former Worlds

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Crediti
progetto scientifico_ dott.ssa Elisabetta Cioppi e dott. Stefano Dominici, Museo di storia naturale, Unifi
progetto allestimento integrato_ arch. Lorenzo Greppi
progetto grafico_ GraficaMuseale di Francesca Bellini delle Stelle e Chiara Ronconi
realizzazione allestimenti_ Biagiotti&Bertini Allestimenti (Firenze)
realizzazione sistemi audiovisivi_ TrePi Technologies (Padova)
musiche originali_ Nicola Cavina, Stefano Corsi e Lorenzo Greppi

 

Parete B.2 Copyright Former Worlds

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