Oscar 2017: uno sguardo d’insieme

-di Simone Soranna-

Riflessioni post Oscar 2017. A piccoli passi verso il cambiamento? Ne riflette per noi Simone Soranna.

L’89° edizione della cerimonia degli Oscar è passata alla Storia, inutile girarci troppo intorno. L’aneddoto lo conosciamo tutti e il problema non riguarda l’errore umano, riguarda il momento della disdetta. Dopo una lista di premi più prevedibili e telefonati che mai, non solo la gaffe arriva nel momento più atteso della serata, ma riesce a rovinare (?) l’unica vera sorpresa delle assegnazioni.

Nessuno avrebbe mai scommesso sulla vittoria di Moonlight a discapito di La La Land. In molti vedevano il film di Barry Jenkins come l’unico effettivo avversario dell’opera di Damien Chazelle ma chi mai avrebbe pensato che sarebbe riuscito a sottrargli proprio lo scettro della serata, il premio per il miglior film?

L'errore della busta sbagliata nega la vittoria a La La Land in favore di Moonlight

L’errore della busta sbagliata nega la vittoria a La La Land in favore di Moonlight

Una piccola ma al tempo stesso gigante sorpresa che ha scosso letteralmente la notte più ambita dell’anno. Guardando con sguardo più distaccato il resto delle assegnazioni però, la calma piatta più prevedibile di sempre sembra aver dominato. Chazelle alla regia per La La Land, Casey Affleck ed Emma Stone per gli attori protagonisti, Viola Davis e Mahershala Ali per i non protagonisti, Il cliente di Farhadi per il miglior film straniero e Zootropolis nell’animazione.

Detto questo però, un paio di considerazioni sono doverose. Innanzitutto sarebbe anche l’ora di smetterla di arrabbiarsi per la prevedibilità dei premi. Ogni anno è sempre la stessa storia. La cerimonia degli Oscar rientra in pieno titolo all’interno dello show business e l’ambita statuetta ormai è frutto di calcoli e dinamiche industriali ed economiche piuttosto che meritocratiche. Ecco perché difficilmente troveremo sorprese. Ecco perché è quasi tutto sempre scontato.

I quattro attori premiati. Da sinistra Mahershala Ali, Emma Stone, Viola Davis e Casey Affleck

I quattro attori premiati. Da sinistra Mahershala Ali, Emma Stone, Viola Davis e Casey Affleck

In secondo luogo poi, è impossibile non notare un lieve cambiamento di rotta. L’Oscar si sta svecchiando, o almeno sembrerebbe aver voglia di provare a proporre l’attenzione su titoli meno patinati: Damien Chazelle è il regista più giovane di sempre ad aver trionfato nella categoria; Manchester By the Sea è un film piccolo e minimalista, lontano dalle logiche di mercato più consolidate; Barriere un dramma da camera; Captain Fantastic (nominato grazie all’interpretazione di Viggo Mortensen) un oggetto sicuramente alieno ed estraneo ai canoni più convenzionali della cerimonia.

Qualcosa di nuovo c’è. Qualcosa di diverso sembra poco alla volta trovare i suoi spazi, o almeno in linea potenziale. Probabilmente, l’unico grosso problema ancora da arginare rimane il politicamente corretto (il trionfo di Moonlight e de Il cliente dopo le affermazioni di Farhadi ne sono da esempio). Soprattutto in un anno come quello appena trascorso che soffriva in doppia mandata l’ingombrante peso di Donald Trump e l’accusa della precedente edizione sugli “Oscar bianchi”. Ma anche su questo fronte potremo trovare delle sorprese più avanti. O almeno si spera.

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